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Mercoledì, 3 Dicembre 2008
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BENEVENTO. La gelosia avrebbe spinto Nazzareno Viola ad uccidere la moglie.
Alla fine è crollato. Incalzato dalle domande degli agenti della squadra mobile di Benevento, diretta dal dottore D’Andrea, Nazareno Viola, carpentiere 37enne di Fragneto Monforte, ha rivelato il suo atroce segreto e poi è scoppiato in lacrime. Ha raccontato di aver strangolato la moglie, la 29enne Annunziata Zaccari, di averla uccisa come drammatico epilogo della ennesima lite che avevano tutte lo stesso motivo: la gelosia. L’ha uccisa mentre la loro figlia di appena dieci anni si trovano nella sua camera a dormire. La bimba, forse, era abituata ai litigi e alle grida tra mamma e papà e probabilmente avrà pensato che si trattava di una lite come un’altra. Invece non era così e l’orrore non è finito con la morte della moglie. Nazzareno Viola, forse, aiutato anche da qualcun altro ha caricato il corpo privo di vita della donna sulla sua auto, una fiat punto e si è diretto verso contrada Cellarulo a Benevento, in un posto davvero sperduto ai margini della linea ferroviaria. Qui c’è un piccolo pozzo artesiano che l’uomo, forse, conosceva a causa del suo lavoro. Proprio in quel pozzo profondo 15 metri ha gettato il cadavere della moglie. E, probabilmente, il corpo non sarebbe stato più ritrovato se l’uomo non avesse confessato il suo delitto e portato sul posto gli investigatori. Per recuperare il cadavere di Annunziata Zaccari, i vigili del fuoco di Benevento hanno dovuto lavorare per circa cinque ore, tanto il pozzo era profondo ed angusta e stretta la bocca d’apertura. Gli uomini della mobile pensano che per far entrare il cadavere, l’uomo abbia dovuto infierire segno della grande rabbia che avava ancora in corpo. Qualche giorno dopo l’uccisione della moglie, Viola, si era recato in questua a Benevento per denunciarne la scomparsa. Aveva dichiarato che la mattina del 18 maggio scorso aveva accompagnato sino a Benevento la donna, che lavorava come commessa in negozio di piazza Orsini e questa non aveva fatto più ritorno a casa. Ma la ricostruzione dei fatti non aveva mai convinto gli agenti della mobile coordinati dai sostituti procuratori, Annecchini e Capitanio. Assunta Zaccari si era allontanata da casa senza portare con se alcuni indumento. E poi non aveva fatto alcuna telefonata ne alla figlia ne agli altri parenti. Insomma si trattava di una scomparsa davvero strana soprattutto perché gli agenti della mobile avevano scoperto che si verificavano spesso dei litigi tra i due coniugi. Nazzareno Viola era geloso e, forse, aveva anche scoperto una relazione della donna con un altro uomo. Dopo qualche giorno, infatti, il 37enne, forse per depistare le indagini aveva dichiarato che la donna era fuggita con un altro uomo ma anche questa versione faceva acqua da tutte le parti. E così Nazzareno Viola è stato messo sotto torchio dagli inquirenti che gli facevano notare tutte le incongruenze nella sua ricostruzione dei fatti. Sino a quando la scorsa notte è crollato ed ha confessato tutto. Ora si trova recluso presso il carcere di Contrada Capodimonte a Benevento con un’accusa di omicidio di primo grado che gli pende sul capo e con un peso sulla coscienza che lo accompagnerà per tutta lavita. . Ma le indagini per fare piena luce sull’omicidio continuano. Le due magistrate che coordinano l’inchiesta sono convinte che il 37enne è stato aiutato da qualcuno ed intendono identificarlo al più presto. Intanto la figlia di Nazzareno Viola e Annunziata Zaccari è stata affidata al nonno materno. Molto probabilmente sarà seguita da assistenti sociali e psichiatri che gli dovranno far capire che la mamma non tornerà più e che è stato il padre ad ucciderla.Le Ultime Notizie in Cronaca |