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BENEVENTO.RISCHIO TAGLIO DEI PRESIDI DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE.
, Sabato 24 Giugno 2006 - 18:12.
Corre voce che il Management dell’ASL BN/1 abbia ormai deciso di dare esecuzione alle direttive stabilite dalla Regione con la DGRC 1570/04 finalizzata alla riorganizzazione dei presidi di Continuità assistenziale. Attualmente in servizio ci sono 160 medici, di cui 103 titolari e 57 sostituti, che riescono a garantire la funzionalità di 25 presidi di C.A. appena sufficienti per la copertura di tutto il territorio provinciale. La drammatica applicazione dei nuovi parametri regionali, prevede un drastico taglio dell’organico con il solo utilizzo dei 103 medici titolari, e la conseguente riduzione del numero dei presidi di C.A.  dagli attuali 25 ad un numero nettamente inferiore. L’applicazione della DGRC 1570/04 comporterebbe una disgregazione di questo fondamentale servizio sanitario posto da sempre a salvaguardia dei soggetti più deboli, gli ammalati, e non garantirebbe più i livelli minimi di assistenza a tutti i cittadini dell’intero territorio dall’ASL BN/1.
Infatti, bisogna tener conto della conformazione disomogenea geomorfologia della nostra provincia, della popolazione sparsa, delle obiettive difficoltà di collegamento vario, della cronica carenza di strutture ospedaliere. Appare, quindi, evidente come un presidio di C.A. rappresenta motivo di sicurezza e tranquillità per gli ammalati sia acuti che cronici, che possono contare sulla disponibilità di prestazioni sanitarie sia di notte che nei giorni festivi.
Basti pensare al Fortore, e a quelle tante realtà periferiche che resterebbero ulteriormente isolate dal punto di vista sanitario. Inoltre, gravissime sarebbero sicuramente anche le ripercussioni occupazionali; 57 medici sanniti, da anni in servizio come precari, perderebbero di colpo il loro diritto al lavoro. Si ritiene, pertanto, gravissima la eventuale applicazione del decreto regionale giustificato falsamente ai soli fini del risparmio economico. Falsamente se si considera che a livello della Regione non determinerebbe un risparmio economico in quanto questi 57 posti persi a Benevento verrebbero ridistribuiti in zone regionali con più alta densità abitativa, ma già ampiamente fornite di strutture ospedaliere in grado di garantire ampiamente l’assistenza sanitaria prevista. L’eventuale risparmio, invece, che realmente conseguirebbe per la sola ASL BN/1, potrebbe comunque essere ottenuto incidendo su altri settori che non comprometterebbero i livelli essenziali di assistenza sanitaria, diritto di ogni cittadino italiano. Anche se la delibera in questione da subito e in modo incontrovertibile apparsa assurda e a solo danno dei cittadini della nostra provincia, si è preferito comunque pensare  ad un semplice errore materiale nella sua complessa elaborazione, e, quindi, ad una sua revisione da parte degli organi competenti (cos’ come assicurato dai vertici regionali in epoca elettorale).
Pertanto l’Ordine dei Medici di Benevento esprime netta opposizione a qualsiasi riduzione dei presidi di continuità assistenziale e del numero dei medici in organico (attualmente pari a 160 unità), ed invita i responsabili dell’ASL, le Istituzioni locali, e tutta la classe politica beneventana alla presa di coscienza di questo delicatissimo problema, e ad una profonda riflessione con senso di responsabilità affinché si possa giungere ad una idonea e definitiva risoluzione in tempi brevi nell’interesse della nostra comunità e soprattutto dei cosiddetti soggetti deboli: gli ammalati.


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