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Domenica, 12 Ottobre 2008
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BENEVENTO. Incontro per il risanamento del fiume Calore.
I problemi connessi al risanamento del fiume Calore ed alla accelerazione di tutti gli adempimenti amministrativi per la salvaguardia del minimo vitale dell’importante corso d’acqua che attraversa per 60 chilometri il Sannio sono stati al centro stamani di un vertice alla Rocca dei Rettori tra il presidente della Provincia on.le Carmine Nardone ed il Segretario dell’Autorità di Bacino ing. Giuseppe D’Occhio. Nel corso del colloquio sono state esaminate le nuove, ancorché limitate, possibilità d’intervento garantite dal primo accumulo d’acqua nell’invaso di Campolattaro sul fiume Tammaro, affluente del Calore, che è cominciato, come si ricorderà, il 29 aprile scorso. La maggiore portata del Calore nei mesi più caldi potrebbe, infatti, consentire ai cittadini del Sannio di recuperare l’antico rapporto con il fiume, rapporto ormai “appannatosi” da quando, negli anni Cinquanta, per decisione ministeriale sono state “dirottate” verso la Puglia le sue sorgenti. Pertanto, è stata elaborata, nel corso del vertice tra Nardone e D’Occhio, un ipotesi di lavoro finalizzata alla realizzazione di un percorso ittico-naturalistico lungo il fiume alimentato proprio dalla maggiore portata del Calore grazie alle acque del Tammaro raccolte nella diga: presidente ed segretario dell’Autorità hanno ipotizzato la nascita di tre piccoli laghetti nei pressi della città capoluogo, accessibili da parte della cittadinanza. Queste aree lacustri e verdi potrebbero dunque far tornare la vita là dove, specie tra luglio ed agosto, c’è un vero e proprio deserto.
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