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CASERTA. COOP FANTASMA EMETTEVA FATTURE FALSE GRAZIE COMMISSIONE PUBBLICA.
, Martedì 25 Luglio 2006 - 19:56.
Una cooperativa fantasma, fatture false scambiate con numerose società, contratti falsi e la compiacenza di una commissione di verifica hanno consentito ad una organizzazione scoperta dalla Guardia di Finanza di Caserta di truffare allo Stato circa 5 miliardi delle vecchie lire. A conclusione di due anni di indagini delle Fiamme Gialle, la magistratura sammaritana ha emesso cinque ordinanza di custodia cautelare, quattro agli arresti domiciliari ed una in carcere, eseguite da militari del comando provinciale di Caserta. La truffa è iniziata nel 1990 con la richiesta di un finanziamento per la costruzione di un capannone da parte di una cooperativa agricola, con sede in Nocelleto di Cerinola, da utilizzare per la lavorazione, trasformazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti conferiti dai circa 70 soci. Dalle risultanze delle indagini è emerso, invece, che si è trattato di una cooperativa fantasma in quanto nessuno dei soci ha mai svolto attività né si era mai associato. Tra gli arrestati i due presidenti della cooperativa, T.V. 46 anni, e M.M., 34 anni, entrambi di Carinola, che si sono avvicendati alla guida della cooperativa. T.V. ha ricoperto l'incarico solo per qualche anno, fino a quando non è stato costretto a dimettersi e a cedere la presidenza, perché coinvolto in un'altra indagine. Per accedere ai finanziamenti, è spiegato in una nota della Guardia di Finanza, la cooperativa ha prodotto numerosi atti falsi. Sono risultati, infatti, falsi certificati di iscrizione al registro prefettizio, contratti di affitto del terreno su cui costruire il capannone, preventivi di acquisto dei macchinari ed infine fatture notevolmente gonfiate per coprire l'intera somma del finanziamento. Falsi anche gli atti relativi all'ultimo adempimento per accedere ai benefici, ovvero il rispetto dei termini per l'inizio dei lavori e lo stato di avanzamento delle opere. Per la verifica di tale requisito, prosegue la nota della Guardia di Finanza, fu istituita un'apposita commissione composta da tre ingegneri, C.L di 52 anni di Nocera Inferiore (SA), D.G. 57 anni di Pellezzano (SA) e R.S. 46 anni di Siano (SA), peraltro già in passato assegnatari di altri incarichi per conto della Pubblica Amministrazione. La commissione attestò in vari atti situazioni non veritiere, che permisero comunque la riscossione dell'intero finanziamento. La cooperativa, infine, sulla scorta delle varie fatture false utilizzate, ha maturato un credito d'iva pari a circa 850 milioni di vecchie lire, per il quale richiese ed ottenne il rimborso, interamente riscosso.

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