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Giovedì, 8 Gennaio 2009
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ALIMENTARE: COLDIRETTI; CRISI RACCOLTA NOCCIOLE CAMPANIA
In Campania il prezzo della raccolta delle nocciole si riduce di un terzo. A darne notizia é la Coldiretti partenopea. Si è passati dai 300 - 350 euro a quintale pagati per la scorsa campagna, ai 100 - 120 euro di quest'anno, mentre i costi di produzione sono garantiti a non meno di 250 euro. Le stime diffuse da Coldiretti illustrano i termini della "drastica riduzione del prezzo fissato per l'imminente raccolta delle nocciole campane, a causa della forte concorrenza della produzione turca, che dopo la gelata di due anni è tornata abbondante facendo sentire pesantemente i suoi effetti". La Campania - stando ai dati diffusi da Coldiretti - è la sede di circa il 40% degli investimenti nazionali a nocciolo e la coltura riveste un'importanza economica significativa in almeno quattro province, fra cui quella di Napoli, che con circa 6000 ettari e 150 mila quintali concorre per circa il 30% alla produzione regionale. L'Italia presenta oggi una bilancia commerciale strutturalmente deficitaria: le importazioni di nocciole ammontano a circa 30.000 tonnellate, tra prodotto in guscio e sgusciato. In particolare, oltre il 90% delle quali di provenienza turca. Nell' evidenziare questi dati, che non esita a definire "drammatici", Coldiretti Napoli denuncia come "l'attuale congiuntura di mercato comporti ripercussioni particolarmente negative". "Le ricadute - sottolinea il direttore dell'associazione, Marcello De Simone - non sono solo economiche, ma anche ambientali e sociali. La mancata produzione di reddito di significativa importanza per numerosi nuclei familiari sarà resa più grave dai danni all'ambiente che provocherà la forte spinta all'abbandono della coltura che ne conseguirà, mentre il prevalente ricorso alle nocciole di importazione, più esposte di quelle locali a contaminazioni, fa lievitare i potenziali rischi di intossicazione per i cittadini consumatori". A motivare queste preoccupazioni vi sarebbe, secondo De Simone, "il rilevamento sempre più frequente di aflatossine e altre molecole tossiche prodotte dal metabolismo di alcuni funghi, appartenenti, in particolare, ai generi Aspergillus, in derrate alimentari provenienti dall'estero". "Riteniamo opportuno - aggiunge De Simone - rilanciare l'importanza della tipicità, della qualità e della sicurezza alimentare, a tutela e della valorizzazione delle specie autoctone, come la varietà di particolare pregio Mortarella, al fine di soddisfare le richieste dei palati più raffinati e di tutelare la salute dei consumatori". Il direttore di Coldiretti conclude ricordando "l'opportunità offerta in tal senso dalle recenti decisioni dell'Unione Europea, che ha stabilito controlli e condizioni particolari per l'importazione di determinati prodotti alimentari da alcuni paesi terzi a rischio di aflatossine, tra i quali appunto le nocciole turche in guscio e sgusciate, fresche, tritate, affettate e spezzate".
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