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BENEVENTO. Il presidente della provincia Nardone, liquida la Promair.
, Venerdì 28 Luglio 2006 - 19:39.
La Promair, società consortile che gestisce il contratto di investimento, è stata messa in liquidazione. Lo ha deciso l’assemblea straordinaria svoltasi presso la Rocca  dei Rettori di Benevento questa mattina. Ma la decisione è stata sofferta. Il provvedimento è passato con il solo voto favorevole della Provincia, forte della quota di maggioranza relativa posseduta. Il presidente Nardone ha sostenuto la tesi secondo la quale la Promair ha esaurito la sua funzione avendo realizzato il contratto di investimento. Di parere discordante si sono mostrati tutti gli altri Enti presenti che insieme però non sono riusciti ad aggregare una quota di capitale superiore a  quella della provincia. Nettamente contraria la Camera di Commercio, l’Unione Industriali, il comune di Airola, il Comune di San Martino Valle Caudina, la Comunità Montana del Partenio per i quali invece la società consortile è l’unico esempio di consorzio interprovinciale capace di creare investimenti e sviluppo. Il contratto ha investito nel distretto tirolese 480 miliardi di lire. Oggi sono occupati circa seicento lavoratori. Per i rappresentanti dell’ente camerale e gli  industriali, contrari allo scioglimento, il consorzio è uno soggetto che può interpretare anche per gli anni a venire, i processi di crescita della valle caudina. Per il comune di Ariola, il contratto di investimento è uno straordinario patrimonio da gestire e la Promair una realtà da salvaguardare. Per gli Enti del versante irpino, ovvero il comune di San Martino e la Comunità Montana del Partenio, la società consortile è il luogo istituzionale dove per il futuro, più che in passato, si possono elaborare insieme progetti di sviluppo della valle caudina. I numeri dell’assemblea hanno portato ad una decisione imposta con forza dalla provincia. La discussione ha assunto ripetutamente toni accesi per la determinazione assoluta di Nardone a perseguire il proprio obiettivo e per la delusione degli altri Enti ed in special modo del comune di Airola nel vedere la Promair condannata a chiudere miseramente i battenti. Resta il rammarico che la partecipazione di altri comuni caudini avrebbe consentito di racimolare gli altri pochi punti percentuali, circa sette, per respingere efficacemente la proposta della liquidazione. E’ mancata, come sempre succede, una efficace attività di coordinamento e di dialogo fra gli enti caudini. Forse Ariola sede del contratto d’area e comune con il 20% del capitale sociale avrebbe dovuto fare di più, coinvolgere i comuni meno attenti alla questione Promair, elaborare un progetto condiviso per il futuro. Cosi non è stato.  Si può ritenere che da oggi la valle caudina è meno forte. Meno rappresentata per i processi di sviluppo che si determineranno con i fondi 2007/2013.

 


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