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AVELLINO, Polizia e carabinieri brindano il centro della città, contro la movida violenta.
, Sabato 30 Settembre 2006 - 11:56.
Clima surreale, clima da città blindata, da città in guerra o quanto meno in lotta con i propri fantasmi. Così appariva ieri sera Avellino. La movida ha lasciato il posto agli uomini in divisa, Davvero massiccio lo schieramento delle forze dell’ordine che hanno presidiato il quadrilatero che parte da via de Concilii, interseca viale Italia sino a arrivare a piazza D’Armi. Luoghi deputati, almeno sino a sabato scorso al divertimento, alla spensieratezza, alla esuberanza giovanile. Poi un colpo di pistola, un ragazzo che cade in una pozza di sangue e tutto svanisce o, almeno, tutto si sospende. I ragazzi di Avellino ieri sera avevano poco  da stare allegri, pochissima voglia di uscire e di frequentare quei posti dove la gioia si è trasformata in dolore, Queste immagini sono state girate da Francesco Marzullo, intorno alle 23 e 30, ora di punta per il popolo della notte. Ma quel popolo ieri sembrava scomparso al suo posto, polizia e carabinieri, più di cento uomini in divisa come risposta dello stato ad una violenza sorda e cieca. Posti di blocco e pattugliamento capillare del territorio hanno caratterizzato la serata, I provvedimenti erano stati annunciati e, quindi, i giovani hanno preferito non uscire o cambiare meta. Ma non è stata solo la presenza delle forze dell’ordine a scoraggiare il popolo del divertimento , è stata soprattutto l’atmosfera pesante che si continua a respirare in città. Sembra come se qualcosa dovesse succedere da un momento all’altro ed i ragazzi fiutano nell’aria l’incertezza e disertano quei luoghi che ora sembrano essere diventati a rischio. Forse anche i genitori hanno cominciato a rendersi conto della situazione e sono intervenuti. Non è  una situazione che può durare a lungo, il centro di Avellino non è certo Kabul e non si può pensare di tenerlo a lungo sotto assedio, ma per il momento questa è la situazione. Intanto le forze dell’ordine e soprattutto i carabinieri stanno cercando di fare luce completa sull’omicidio di Mauro Cioffi, Continuano a cercare la pistola che ha sparato e che è stata fatta sparire subito dopo l’omicidio. Questa mattina presso il comando provinciale dei carabinieri sono stati ascoltati altri testimoni del fatto di sangue ma l’arma sembra essere svanita. Anche questa sera ci sarà un massiccio spiegamento delle forze dell’ordine e poi lunedì verrà fatto il punto in prefettura, per quanto riguarda i controlli di questo fine settimana. Un prima risposta forte alla vicenda di sabato scorso, lo stato l’ha data. Le divise ne sono la testimonianza ma la repressione e lo stato di assedio non sono certi sufficienti. Lo stiamo predicando dall’inizio di questa storia, c’è bisogno di una presa di coscienza collettiva del disagio che vivono i ragazzi di Avellino, disagio che si esprime, purtroppo, anche attraverso la violenza. Forse per troppo tempo qualcuno ha vissuto come se avesse una sorta di impunità, forse, via De Concilii, per qualcuno altro era una zona franca, ma ora tutto questo deve finire. Accanto a questo urge anche tentare di capire perché i nostri ragazzi, nel fine settimana, per divertirsi, devono a tutti i costi sballarsi o ubriacarsi e soprattutto perché l’euforia della notte di festa si trasforma in guerra tra bande, in conti da regolare, in faide violente. L’analisi va fatta per evitare di trovarsi in un tunnel senza uscite.


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