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Giovedì, 8 Gennaio 2009
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SOCIETA’. Oggi otto dicembre comincia il periodo dell’Avvento.
La chiesa cattolica celebra oggi otto dicembre, l’Immacolata Concezione ed il calendario liturgico ci proietta all’interno del periodo dell’Avvcnto, ossia, in quei giorni che ci separano della nascita di Gesù. Sino a non pochi anni, questa giornata, oltre ad essere santificata partecipando alla messa era dedicata all’allestimento del presepe ed anche dell’albero di Natale. Anche perché, l’abete con le sue luminarie aveva certamente un posto di secondo piano rispetto alla rappresentazione della Batlemme di duemila anni fa. Le cose purtroppo, con il trascorrere degli anni e soprattutto con una concezione del Natale che sembra voler rimarcare solo l’aspetto commerciale della festa, si stanno ribaltando. Gli alberi stanno assumendo una posizione sempre più privilegiata, rispetto al caro, vecchio ma sempre magico presepe. E’m di qualche giorno fa la notizia che una catena di negozi internazionale ha ritirato dal proprio scaffale le statuine perché non fa parte della loro tradizione ma soprattutto perché non hanno mercato. Bruttissima parola mercato quando si coniuga al Natale. Probabilmente è la negazione del messaggio evangelico che la straordinaria storia della nascita del figlio di Dio che si è fatto uomo, continua a trasmetterci. Intendiamoci c’è, per fortuna, chi continua caparbiamente e orgogliosamente a costruire o ad allestire il presepe nella propria casa. Ma il numero di questi sognatori che vedono il cielo stellato in un foglio di carta, posizionano i pastorelli, costruiscono la reggia di Erode e danno vita a quel magico scenario, con il passare degli anni continua a diminuire. C’è poco tempo, la fantasia scarseggia, il presepe non è trendy e non da nell’occhio come l’abete, tantissime sono le ragioni per questa ritirata culturale di una nostra meravigliosa tradizione. Sarebbe belle riscoprirla e farla conoscere ai nostri ragazzi. Basterebbe davvero a poco perché non è necessario dar vita a grandi rappresentazioni artistiche. Basta solo una grotta o una capanna, la statuina di un uomo con barba e bastone, una che rappresenta una ragazza che diventa madre splendida, una mangiatoia, un bimbo, un bue ed un asinello. E poi raccontare una storia, magari cominciando dal classico c’era una volta. La storia è sempre uguale da duemila anni a questa parte ma sino ad ora in due millenni nessuno ha saputo scriverne una più bella. Ed il presepe la continua a rappresentare.Le Ultime Notizie in Arte e Cultura |