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Giovedì, 8 Gennaio 2009
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CERVINARA(AV). Sette anni fa la frana.
Stanotte saranno trascorsi esattamente sette anni da quando un mare di fango si riversò sulla frazione Ioffredo a Cervinara. Oggi splende il sole, le condizioni atmosferiche non hanno nulla a che vedere con quelle del 1999. In quel tragico dicembre pioveva da giorni. Sulla Valle Caudina in poco meno di 72 ore cadde tanta acqua quanta ne cade in un intero anno. Nessuno, allora, però, poteva immaginare che ci poteva essere pericolo. Nella notte tra il 15 ed il 16 dicembre, le infiltrazioni di pioggia fecero franare la montagna e, dopo una spaventosa esplosione, fango e detriti si riversarono sulla frazione Ioffredo per poi allargarsi in tutta la parte alta di Cervinara. La gente fu sorpresa nel sonno. La maggior parte, miracolosamente, riuscì a mettersi in salvo ma non fu così per cinque persone che furono travolti e sepolti. I loro corpi furono ritrovati solo dopo giorni e giorni trascorsi a scavare nel fango. Ricordare i loro nomi e quello di un operaio di San Martino Valle Caudina. è un dovere. In quella tragedia persero la vita, gli anziani coniugi Mascia che, forse, furono colti nel sonno dalla frana. Più drammatica, invece, la fine di Liliano Marro e di Giuseppe e Luigi Affinita, padre e figlio. Liliana Marro fu trascinata via dalla piena sotto gli occhi del marito e dei figlioletti. Giuseppe e Luigi Affinita avevano messo in salvo i loro familiari e poi decisero di tornare a Ioffredo per prelevare dalla loro abitazione qualche genere di prima necessità. Purtroppo neanche loro fecero più ritorno a valle. Morì all’alba , invece, Pellegrino D’Argenio di San Martino Valle Caudina che a bordo di un escavatore stava tentando di fermare il fiume di fango che minacciava anche il piccolo centro caudino, invece, ne fu travolto. Probabilmente, quello, fu il Natale più tragico vissuto a Cervinara e nell’intera Valle Caudina. La gente di Ioffredo e Castello era stata sfollata e molti pensavano di non dover tornare più a casa. Fortunatamente non è stato così. Anche se lentamente e con tanta difficoltà, la vita è ripresa in quella parte alta del paese anche se i problemi sono ancora tantissimi e lontani dall’essere risolti. Piazza Ioffredo è rimasta così come era sette anni. Solo il fango è stato rimosso. Gli edifici squarciati testimoniano come, dopo l’emergenza, molte istituzioni hanno dimenticato questa storia. Fu deciso di costruire a Valle, al sicuro 27 abitazioni che furono distrutte od evacuate. A distanza di tanti anni i suoli non sono stati ancora assegnati alle famiglie che continuano a vivere in case di emergenza. Ma come al solito al danno si aggiunge anche la beffa perché dal giugno scorso, il commissariato per l’emergenza frane in Campania, presieduto dal governatore Bassolino ha sospeso il pagamento degli affitti. L’amministrazione comunale di Cervinara sta tentando di avere l’ennesima proroga ma ad oggi, come ci ha detto l’assessore delegato alla frana, Mario Picca, ancora non è stata accordata. Sempre la giunta Cioffi ha chiesto più volte di avere una delega dei poteri commissariali per risolvere la vicende di Ioffredo ma questa delega ancora non è arrivata e si assiste inermi ad un palleggio di responsabilità tra vari enti. Ma, intanto, chi aveva un’abitazione deve continuare a vivere in casa d’altri. La mancata assegnazione dei suoli agli aventi diritto provoca un altro effetto perverso, ossia, la mancata sistemazione urbanistica di piazza Ioffredo, I proprietari di quelli che sono diventati dei ruderi si rifiutano, giustamente, di cederli al comune che senza il loro placet non può intervenire. Ci viene da chiedere chissà per quanto tempo quelle macerie resteranno in piedi?. Il comune tenta di attirare l’attenzione anche perché i cittadini individuano nell’amministrazione locale la responsabilità di ritardi ed omissioni. Non è così ma comunque bisognerebbe fare di più e magari coinvolgere l’intero paese in una protesta per far rispettare dei diritti sacrosanti. Senza contare che poi c’è l’altro aspetto doloroso e pericoloso, quello della messa in sicurezza della montagna.. Su Cervinara e San Martino Valle Caudina è stata istituita una rete pluviometrica. In caso di precipitazioni piovose straordinarie, scatta l’allarme e la gente deve scappare,. Fortunatamente da sette anni, quell’allarme non è mai scattato. Ma in caso di pericolo quella è l’unica cosa che resta da fare. Ci sono stati interventi di messa in sicurezza ma solo per quel che riguarda le situazioni più pericolose. In Valle Caudina non ci sono ancora verificati i lavori straordinari che hanno interessato il comune di Quindici. Anche questo è determinato da un assurdo palleggiamento di responsabilità tra vari enti. Forse anche in questo caso, la Valle e soprattutto Cervinara, sconta pesantemente la mancanza di una rappresentanza politica che va al di là dei meri confini comunali. Purtroppo questa è la situazione a sette anni da quell’evento franoso. ,Molti tendono a rimuovere quella tragedia a far finta che non sia avvenuta, lasciando così da soli i familiari della vittime e coloro che sono stati costretti a lasciare la loro casa. Su quel dramma si tende a far scendere l’oblio. Anche per questo motivo ricordare è un dovere morale ed il ricordo dovrebbe essere uno stimolo per fare di più. Sempre di più.Le Ultime Notizie in Attualità |