|
|
Sabato, 30 Agosto 2008
Iscriviti alla Newsletter
Cerca nel sito
|
AVELLINO. Il prefetto Ippolito si prepara al congedo.
Sapevamo che prima o poi doveva accadere ma speravamo che ciò avvenisse il più tardi possibile. Ma, purtroppo, i tempi del ministero degli interni sono inflessibili e così a tre anni esatti dalla sua nomina a prefetto di Avellino, il dottore Costantino Ippolito, lascia il capoluogo irpino per assumere un incarico di grande rilevanza a Roma. E’ stata chiamato all’ispettorato generale. Dovrà girare le prefetture italiane per capire se ci sono o meno problemi. Il suo posto sarà ricoperto dal prefetto Paolo Orrei. Ci dispiace che il dottore Ippolito lasci il palazzo di governo di Avellino per una serie di motivi. Innanzitutto perché è cervinarese puro sangue ed ogni volta che lo incontravamo in manifestazioni ufficiali, era sempre motivo di orgoglio vedere un nostro concittadino rispettato ed onorato da tutti. Ma la sua partenza ci addolora perché sua eccellenza Ippolito è un funzionario tutto di un pezzo ma dal volto umano. Rispettoso delle leggi ha uniformato la sua carriera al dialogo con tutti e soprattutto nel cercare di comprendere e risolvere i problemi. Tantissimi sono stati i problemi e l’emergenza in cui si è trovato di fronte in questi tre anni in Irpinia. Lui veniva da Belluno dove ogni giorno non ci si deve occupare dell’emergenza rifiuti, delle proteste della popolazione, dell’attacco della criminalità organizzata, del dissesto idrogeologico, del lavoro nero, degli infortuni su i cantieri, dei ritardi della burocrazia e della disoccupazione. Le cose sulle Dolomiti sono di certo più tranquille. Ma la provincia di Avellino è la terra del dottore Ippolito e lui la conosce bene. Si è impegnato al massimo per dare il suo contributo per risollevare le sorti dell’Irpinia. La sua porta in prefettura è stata sempre aperta per ascoltare i disagi dei cittadini e per segnalarli a chi di dovere. Sempre con il sorriso sulle labbra, metteva a suo agio ogni interlocutore ma era anche pronto a severi rimbrotti quando si accorgeva che qualcuno non faceva il suo dovere. Vibranti sono stati gli appelli rivolti alla popolazione per collaborare con le forze dell’ordine nella lotta alla criminalità organizzata. Ha fatto di tutto per far morire sul nascere ogni forma di omertà che è sempre figlia della paura. Anche questa mattina quando lo abbiamo raggiunto al telefono e gli abbiamo chiesto un consuntivo di queste tre anni, ha espresso preoccupazione per i pericoli che il crimine organizzato potrebbe portare nella nostra provincia. Per il resto era sereno, dalle sue parole non traspariva alcune delusione per il trasferimento perché il dottore Ippolito sa bene che c’è sempre un tempo limitato per cui un prefetto può restare in una provincia e per lui non ci poteva essere nessuna eccezione. Tra le cose fatte va fiero del dialogo che ha saputo instaurare con tutti ed il suo ultimo pensiero è stato un sincero augurio a tutti i cittadini dell’Irpinia. Il dottore Ippolito è fatto così. E’ stato uomo sempre di poche parole ed anche il suo commiato non poteva essere diverso. A lui ed al suo successore giungano i migliori auguri dalla redazione del TG Sei ed un grazie per tutto quello che ha fatto in questi cinque anni.Le Ultime Notizie in Attualità |