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Giovedì, 8 Gennaio 2009
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CAMPANIA. Continuano i roghi dei rifiuti mentre si attende la riapertura delle discariche.
Anche la notte scorsa sono stati tantissimi i roghi dei rifiuti. La gente è esasperata, si dice, ma è solo l’ennesima dimostrazione o l’alibi di come in Campania, nella nostra regione, continui a serpeggiare l’illegalità giustificata dall’emergenza rifiuti. Ieri il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, che è campano, dall’alto del suo magistero, ha fatto sentire la sua voce, richiamando tutti alla responsabilità. Il forte richiamo è stato indirizzato ai politici prima di tutto e di tutti i colori. L’immondizia non ne di destra ne di sinistra. E’ vero che la nostra regione è governata da anni da amministrazioni locali e regionali di centro sinistra che hanno accompagnato il naufragio ma è anche vero che sino allo scorso anno a palazzo Chigi, al Vicinale ed al ministero dell’ambiente sedevano esponenti di centro destra e neanche loro hanno saputo risolvere la questione. La verità è che l’emergenza fa comodo a tutti, nessuno escluso. Fa comodo alla camorra che ha sempre forti interessi sul business monnezza. Fa comodo alla politica che continua a poter contare su finanziamenti straordinari e, quindi, a perpetuare la classica politica clientelare che assicura il consenso. Fa comodo agli ordini professionali che riescono ad ottenere parcelle milionarie grazie a consulenze molto spesso inutili. E, quindi, perché risolverla? Perché far rispettare la legge? Domande che suonano in modo sinistro soprattutto oggi 23 maggio, giornata in cui ricorre l’anniversario della strage di Capaci. Un giudice, sua moglie ed i componenti della sua scorta furono fatti saltare in aria perché quell’uomo che si chiamava Giovanni Falcone credeva nella legge e si era speso perché tutti la rispettassero. Vedere i cumuli di rifiuti ammassati nelle nostre strade ci fa pensare che quel sacrificio sia stato inutile perché in Campania la legge continua a bruciare insieme all’immondizia. Bertolaso ha dichiarato ieri che verranno riaperte le discariche anche quelle sottosequestro e che da giugno si darà al via al piano stabilito dal decreto del consiglio dei ministri dello scorso 11 maggio. Ma appena il capo della protezione civile ha dato questo annuncio dalle realtà locali, come ad esempio Ariano Irpino, hanno ripreso a suonare i tamburi di guerra. Ma questa volta lo stato si gioca tutta la sua credibilità e la legge dovrà essere fatta rispettare. E magari si dovrebbe cominciare già nelle prossime ore quando comincerà a calare la notte e gli imbecilli daranno fuoco ai cassonetti
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