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Venerdì, 9 Gennaio 2009
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BENEVENTO. Migliaia di persone hanno preso parte al quinto cammini di riconciliazione e pace.
E’ sempre un bello spettacolo vedere l’esercito della pace che si mette in marcia. Un esercito privo di armi ma ricco di speranza, di canti, balli, suoni, voglia di contribuire concretamente a cambiare il mondo. E’ il quinto anno consecutivo che questa armata colorata e multiculturale da piazza Risorgimento a Benevento, percorre a piedi la distanza sino a Pietrelcina. Ed anche oggi un bel sole, forse un po’ troppo, caldo ha accompagnato questo arcobaleno di persone. Erano davvero in tanti, diverse migliaia. Giovani ed anziani, uomini e donne, religiosi, laici ed atei, politici di destra e sinistra, hanno saputo scoprire qualcosa che li univa. Un elemento concreto da porre al centro dell’interesse di tutti, appunto, la pace. La pace da conseguire, attraverso la legalità di cui c’è sempre un gran bisogno. E per arrivare all’appuntamento di oggi, il tavolo di riconciliazione e pace, che organizza questo cammino ha dedicato un’intera settimana al tema della legalità. Un argomento che ha appassionato i giovani, soprattutto gli studenti delle scuole superiore che lo hanno sviluppato all’interno del loro percorso di studi ed oggi hanno marciato anche per questo. Con il passere degli anni il cammino di riconciliazione e pace sta diventando sempre più importante. Arrivano da tutta l’Italia per prendere parte alla manifestazione, per esserci e per testimoniare la condivisione di un sentimento comune che annulla le diversità e che spinge al dialogo. Proprio per questo, Pietrelcina, si candida ad essere una sorta di Assisi del sud.. Un luogo dove tutti possono sedersi intorno ad un tavolo e dialogare senza steccati. Una città aperta a tutte le idee nessuna esclusa purchè queste concorrano a diffondere il sentimento dell’amicizia tra i popoli. Arrivare a piedi da Benevento sino al paese natale di San Pio può sembrare faticoso ma la vera fatica è quella di far comprendere ai padroni del mondo che la gente chiede di vivere in pace. Chiede a gran voce di voltare pagine, di chiudere con tutte le guerre, di non vedere più il sangue che scorre copioso. Ma mentre questo esercito di volonterosi percorreva il cammino della speranza, dal mondo arrivavano, come ogni giorno, notizie di bombardamenti , di uccisioni, di sopraffazione. La guerra sempre la guerra, il sangue sempre il sangue. Ecco perché i motivi per continuare a marciare sono sempre più forti.
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