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Venerdì, 9 Gennaio 2009
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BENEVENTO. Iniziano le manovre politiche in vista delle elezioni provinciali della prossima primavera.
Quindici comuni nel Sannio sono davvero pochi per effettuare bilanci elettorali come sta avvenendo in altre zone del paese. Il dato viene comunque analizzato in vista degli appuntamenti amministrativi del prossimi anno. Non dimentichiamo, infatti, che nella primavera dell’anno prossimo i sanniti torneranno alle urne per eleggere il presidente della giunta provinciale e per rinnovare il parlamentino. Carmine Nardone non può più essere rieletto, avendo portato a termine due mandati consecutivi. L’ex deputato è esponente dei democratici di sinistra ma nel corso della sua permanenza alla Rocca ha garantito tutti gli alleati della coalizione di centro sinistra. Ora bisognerà trovare un successore credibile. La provincia di Benevento è roccaforte dell’Uduer anche in questa tornata elettorale è stata confermata la forza del partito di Mastella che ha eletto otto sindaci. Ma gli udierrini contano già sul primo cittadino del comune capoluogo e, quindi, il candidato alla Rocca dovrebbe venire da un’altra forza dell’alleanza. Ad esprimerlo dovrebbe essere il partito democratico se davvero decollerà. Ma quale componente del partito democratico? Quella diessina o quella della margherita? Non è facile dare una risposta a queste domane e bisognerà vedere anche quello che avviene a Roma. La cosa certa è che i partiti della coalizione di centro sinistra nel Sannio saranno impegnati in questa difficile trattativa. Se, infatti, non dovesse essere trovata una soluzione condivisa da tutti i mastelliani potrebbero anche presentarsi da soli al primo turno, come una sorta di primarie per la scelta del candidato presidente. Le divisione del centro sinistra potrebbero favorire la casa delle libertà, solo se in tempi brevi, riuscirebbe a presentare agli elettori un candidato presidente forte. Da più parti viene fatto il nome del senato di Forza Italia, Cosimo Izzo. Se Izzo dovesse accettare e la sua candidatura fosse condivise dalle altre forze dell’alleanza, il centro destra potrebbe vendicare lo smacco di cinque anni fa.
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