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Venerdì, 9 Gennaio 2009
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BENEVENTO. Momenti di commozione per Luigi Abete nel ricevere la laurea honoris causa in scienze economiche e aziendali.
Si commuove Luigi Abete, presidente della Banca Nazionale del Lavoro. Tornare a Benevento ed essere insignito della laurea honoris causa in scienze economiche ed aziendale per lui ha un significato tutto particolare. Il riconoscimento è prestigioso soprattutto perché arriva dall’ateneo della città che ha dato i natali ai suoi genitori ed dove il padre riposa. Un manager di cuore è Abete, come sanno bene i suoi amici dell’Italia che conta i quali non sono voluto mancare ad un appuntamento tanto importante il numero uno di Bnl. E così nell’auditorium dell’ex convento di Sant’Agostino dove si è svolta la cerimonia c’era un parterre veramente di eccezione. Tra gli altri il ministro di Grazia e Giustizia, Clemente Mastella, accompagnato dalla moglie, Sandra e Diego Della Valle. Mister Tod’s conosce bene l’affetto che lega Abete al padre e a Benevento. La laurea in scienze economiche ed aziendale che l’università del Sannio gli ha attribuito è figlia di una vita spesa a fare l’imprenditore ed il manager in un certo modo. Prima delle tempeste di due anni fa, con le scalate pirata alla banca che ora presiede, Abete si era fatto conoscere ed apprezzare anche per un’altra serie di motivi. Non bisogna dimenticare, infatti, che da presidente della confindustria italiana è stato uno dei protagonisti della storia recente del nostro paese. Fu eletto numero uno degli industriali nel 1992, un anno topico per l’Italia. Scoppiava Tangentopoli, la classe politica era delegittimata e fu a quel punto che con il metodo della concertazione, confindustria da una parte ed i sindacati dall’altra, fecero in modo che il nostro paese non finisse nel baratro. Il loro fu un vero e proprio ruolo di supplenza che con la cosiddetta politica dei redditi, con l’avvio delle privatizzazioni e con il contenimento della spesa pubblica, sconfissero l’infrazione e riuscirono a fare entrare l’Italia nell’euro. Questo grande apporto è stato uno dei motivi che ha convinto il senato accademico a concedere la laurea honoris causa. E nella sua lectio magistralis, Abete ha parlato soprattutto di sviluppo e di come agganciare il meridione all’Europa. Un altro segno concreto che non ha per nulla dimenticato le sue origini.
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