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CAMPANIA. Lento e inesorabile tramonto di una classe dirigente.
, Venerdì 29 Giugno 2007 - 12:28.
Era un pomeriggio di luglio di due anni fa. A Roma si riuniva la direzione nazionale dei democratici di sinistra, uno degli ultimi incontri prima della pausa estiva. Doveva essere una riunione di routine. Ma all’improvviso prese la parola Giorgio Napolitano, che allora era senatore a vita e membro dell’esecutivo della quercia per denunciare che in Italia e soprattutto in Campania, rischiava di esplodere una nuova questione morale. Parole dure quelle dell’attuale presidente della repubblica che chiamavano in causa direttamente, Antonio Bassolino, che da poco era stato rieletto in modo quasi plebiscitario governatore della Campania. Parole che scatenarono una polemica molto forte che, però, rientrò quasi subito. Ora quell’intervento sembra essere premonitore dopo l’inchiesta avviata dalla magistratura di Napoli. Inchiesta che chiama in causa direttamente il governatore nella sua veste di commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, carica che ha ricoperto dal 2000 al 2004. Intendiamoci un avviso di garanzia non è una condanna e Bassolino avrà tutti modi per dimostrare la sua estranietà ai fatti che gli vengono contestati. Il centro sinistra campano sta facendo quadrato per difenderlo, eppure, qualcosa che non va ci dovrà pure essere. Se la nostra regione è sommersa dai rifiuti qualcuno dovrà pur avere la responsabilità di quello che sta avvenendo e che è avvenuto in passato. E non si tratta dell’unica emergenza della Campania, purtroppo, ce ne sono tante altre e tutte gravi ma, forse, meno evidenti dell’affaire monnezza. Emergenze per le quali sembra non ci siano responsabilità politiche. La classe dirigente di questa regione appare sempre più impegnata nel pensare a se stessa e ai propri famigli e clienti. L’ultimo esempio arriva da quella sorte di manuale cancelli rinvenuto due giorni fa nel corso del consiglio regionale. Una nuova mappa per come occupare posti di potere che servono per creare o mantenere il consenso. Non si intravedono idee di grande respiro e se qualcuno le propone viene subito giubilato. Antonio Bassolino nella sua esperienza politica locale ha grandi meriti. Quando fu eletto sindaco di Napoli, nel 1993, diede vita a quel movimento culturale e politico che è passato alla storia come Rinascimento. Ma, forse, 14 di anni potere ininterrotto sono troppo lunghi. Forse la sua spinta propulsiva si va esaurendo o, forse, come in tutte le democrazie compiute c’è bisogno di ricambio di classe di governo. E’ inutile pensare che tutto possa restare immobile, La storia di questo paese ci ha insegnato che quando una classe politica non capisce che è arrivato il momento di rinnovarsi arrivano le inchieste giudiziarie che spazzano via tutto. Ma aspettare un nuovo ciclone sarebbe veramente suicida.

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