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Domenica, 7 Settembre 2008
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MONTESARCHIO(BN). Inaugurato il museo nazionale del Sannio Caudino.
Oggi è una data storica non solo per Montesarchio e la Valle Caudina ma per tutti coloro che nel mondo sono appassionati della civiltà sannitica. E’stato inaugurato, ufficialmente, il museo archeologico nazionale del Sannio. Un museo che è stato allestito nel bel castello di Montesarchio, simbolo della città caudina che già da solo vale la pena di una visita. Ma al suo interno da oggi e per tutti i giorni tranne il lunedì dalle ore 9,00 alle ore 19,00 si possono visitare dei veri e propri tesori in modo assolutamente gratuito. Per il momento è stato allestito solo il primo piano del castello ma si sta già lavorando per completare l’esposizione. Si tratta di pezzi unici che sono stati rinvenuti in tre grandi insedianti dei sanniti caudini, ossia, Caudium, l’attuale Montesarchio, Saticuala, ossia Sant’Agata dei Goti e Teleria, ossia, San Salvatore Telesino. Si tratta di reperti che ricostruiscono la storia di questo popolo bellicoso che sconfisse anche i romani che vanno dall’età del ferro, ossia dal decimo nono secolo prima della nascita di Cristo e arrivano sino alla romanizzazione della zona. Un popolo bellicoso che prima si era costituito in piccoli villaggi per poi creare delle vere e proprie città che avevano dei traffici fiorenti con la Grecia, le città della magna Grecia ma anche con l’Etruria. Insomma la Valle Caudina era una sorta di passaggio obbligato delle merci che dall’oriente arrivano sino al nord Italia. Spiccano per l’epoca arcaica e classica, le ceramiche di produzione corinzia e greco orientale, i vasi di bucchero importati dall’Etruria, i vasi attici a figure nera e rossa, elemento distintivo dell’arte dei corredi funerari sannitici. Ma tra tutti i pezzi esposti nel museo di Monterchio ci permettiamo di segnalare un vaso attribuito ad Astteas, il più grande ceramista della magna Grecia. In tutto il mondo esistono solo altri undici vasi che portano la firma dello stesso autore, Quello esposto a Montesarchio è stato ritrovato a Sant’Agata dei Goti negli anni settanta, trafugato e venduto al Getti museum dove i carabinieri del nostro nucleo patrimonio lo hanno riportato a casa due anni fa. Ora si trova a Montesarchio ma sino a tre mesi fa è stato esposto al Quirinale. Il vaso, infatti, raffigura il mito di Europa rapita da Zeus. Ed il presidente Napolitano lo ha voluto esporre per celebrare i cinquantenni dei trattati di Roma che diedero il via all’unione europea. Ma per tornare all’inaugurazione del museo di Montesarchio si è registrata una massiccia presenza di pubblico. Il museo, infatti, ci parla della nostra storia, della storia delle popolazione della Valle Caudina che, per una volta che si riuscirono ad unire, inflissero ai potenti romani una sconfitta che è rimasta nella storia. E, forse, questo potrebbe essere Anche una sorta di filo da riannodare per noi contemporanei.
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