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Giovedì, 8 Gennaio 2009
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BENEVENTO. Aste Pubbliche. Tentano di estorcere denaro ad alcuni partecipanti.
Arrestati all’alba, in Arzano (Na), dai Carabinieri del Comando Provinciale di Benevento tre napoletani: De Rosa Angelo, 56 enne, Gaudio Antonio, 51 enne e Caiazza Vincenzo, 51 enne, tutti incensurati.I primi due sono residenti ad Arzano (Na) mentre il terzo a Formia (Lt). Avevano partecipato il 18.12.2006 ed il 15.1.2007, presso il Tribunale di Benevento, a due aste pubbliche per vendita all’incanto di alcuni appartamenti realizzati dalla ditta SO.GE.PRO. S.r.l. in Telese Terme, poi fallita, con l’evidente scopo di ottenere, illecitamente, delle somme di denaro per la loro non partecipazione, dai reali interessati. In caso contrario, rilanciavano sul prezzo di acquisto causando danni economici alle persone, perlo-più inquilini che abitavano da tempo nello stabile, che non volevano sottostare al loro volere. Alcuni occupanti, con diritto di prelazione sugli immobili, si rivolgeva-no alla Giustizia. Le indagine, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Dott. Giovanni Tartaglia Polcini, venivano condotte dall’Arma e sviluppate con mirati servizi di osservazione, che permet-tevano anche di riprendere gli incontri tra il De Rosa con le vittime. La mancata corresponsione, da parte delle vittime, della somma richiesta, comunque, non faceva demordere i tre che escogitavano un nuovo piano estorsivo fondato sul meccanismo dell’aumento del quinto: al deposito della istanza di prelazione uno dei concorrenti depositava offerta di aumen-to. Alla fine, gli elementi d’accusa raccolti consentivano di contestare ai predetti i delitti di concorso in tentata estorsione e turbata libertà degli incanti. Il quadro accusatorio veniva pienamente confermato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento, Dott.ssa Marilisa Rinaldi, che in data 4.7.2007 emetteva nei confronti dei tre ordinanza di custodia cautelare dispondendo la misura coercitiva degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. L’episodio è ritenuto particolarmente grave sia per il luogo ove il reato veniva portato a consuma-zione, sia per il fatto che la condotta tenuta dagli arrestati incideva sul buon andamento del libero e normale svolgimento degli incanti e, quindi, anche sugli interessi della Pubblica Amministrazione. Le Ultime Notizie in Attualità |