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AVELLINO. RIFIUTI:OPERAZIONE CHERNOBYL;GIP, DE VIZIA ESTRANEA AI FATTI
, Sabato 7 Luglio 2007 - 17:03.
La De Vizia Transfer di Avellino "esce" dall'inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che nella notte tra il 3 e il 4 luglio scorsi aveva emesso 34 provvedimenti di fermo giudiziario per altrettante persone, tra le quali il patron dell'azienda irpina, Vincenzo De Vizia, accusate, tra l'altro, di traffico illecito di rifiuti speciali, associazione a delinquere e disastro ambientale. La totale estraneità della De Vizia è stata sancita dai gip dei Tribunali di Benevento, Anna Maria Di Carlo, e di Avellino, Paolo Cassano, che in due distinte ordinanze, seguite agli interrogatori di Vincenzo De Vizia avvenuti nel carcere di Benevento, scagionano l'azienda da ogni accusa. Le ordinanze che annullano il provvedimento di fermo emesso dalla Procura casertana nei confronti di Vincenzo De Vizia sono state depositate nella giornata di ieri e notificate all'interessato questa mattina. Sempre nella giornata di ieri, il gip di Avellino non aveva convalidato quello per Pietro Vairo, dipendente della De Vizia coinvolto nell'inchiesta sulla base di una intercettazione telefonica. I magistrati spiegano che la convenzione stipulata tra il commissario di governo per la tutela ambientale, generale Carlo Jucci, e la De Vizia non prevedeva controlli, affidati invece ad altri soggetti, sul materiale trasportato da parte di quest'ultima ma soltanto l'obbligo di prelevare fanghi e rifiuti speciali dal comune di Mercato San Severino (Salerno) e conferirli presso l'impianto di Castel Nuovo di Conza (Salerno). "Sono stati giorni amari", ha commentato l'avvocato Giovanni Montella, consulente del gruppo De Vizia che nel corso di una conferenza stampa, sottolineando "i fatti gravi e raccapriccianti che emergerebbero dall'inchiesta", ha però preannunciato che l'azienda "é interessata a capire passaggi e meccanismi che hanno portato ad un coinvolgimento che poteva essere evitato se solo si fosse avuta la doverosa accortezza di verificare atti, documenti e convenzioni". La De Vizia, per il momento, non pensa ad azioni risarcitorie per il danno di immagine, e non solo, arrecato ad una azienda di rilievo nazionale che fattura oltre cento milioni di euro l'anno con due mila dipendenti: "E' presto per parlarne - ha ribadito Montella - dobbiamo riflettere, capire e verificare. Non vorremmo che l'autorevolezza del gruppo De Vizia, conquistata in decenni di attività in Italia e all'estero, possa aver giocato un qualche ruolo in un assurdo e immotivato coinvolgimento. Siamo grati ai magistrati che hanno fatto chiarezza - ha concluso il consulente della De Vizia- e ringraziamo quanti in questi difficili giorni ci hanno testimoniato solidarietà e vicinanza".

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