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Venerdì, 9 Gennaio 2009
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BENEVENTO. ASL BN1: pubblicato sul portale il Forum del Socio-Sanitario.
I cambiamenti demografici, socio-culturali ed economici intervenuti nel territorio sannita, nonché la normativa vigente sulla riforma sanitaria e l’integrazione socio-sanitaria, hanno portato l’Unità operativa complessa Coordinamento Socio-Sanitario - in staff alla Direzione Generale della Asl Bn1, diretta dal dott. Bruno De Stefano - ad instaurare un canale di confronto e dialogo ‘virtuale’ con i cittadini e con gli operatori del sistema dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali. Nasce, quindi, il Forum del Coordinamento Socio-Sanitario dedicato alle più recenti tematiche socio-sanitarie; raggiungibile dalla prima pagina del sito www.aslbeneventoi.it.Il Forum del Coordinamento Socio-Sanitario è stato realizzato dall’Unità Operativa Complessa Coordinamento Socio-Sanitario (di cui è responsabile il dott. Pietro Crisci) in collaborazione con l’U.O.C. Relazioni con il Pubblico - Comunicazione e Marketing (di cui è responsabile la dott.ssa Anna Bisesti) e con l’apporto tecnico del C.E.D. della Asl Bn1 (di cui è responsabile l’ing. Giovanni Beatrice). Nel Forum sarà, a breve, attivata anche una sezione dedicata alle F.A.Q., un insieme di domande e risposte sull’integrazione socio-sanitaria che più frequentemente sono inviate alla redazione. L’integrazione tra il sociale e il sanitario e, più in generale, le diverse politiche influenti sul benessere e la socializzazione sono punti di attenzione trasversali alla L. 328/2007, che in più parti ne sottolinea l’importanza, rinviando alle prescrizioni del dpcm 229/99 le funzioni e le attività socio-sanitarie che devono essere programmate congiuntamente da Comuni e Asl, con scelte concordate e coerenti espresse tanto nei piani di zona quanto nei programmi delle attività territoriali dei distretti sanitari.Queste riforme, assieme ai mutamenti strutturali del territorio sannita (l’invecchiamento progressivo della popolazione, una vita sociale e lavorativa sempre più complessa, la nuclearizzazione delle famiglie, il lavoro femminile e l’affermazione di una crescente cultura sui servizi a livello internazionale, nazionale, e regionale) richiedono un tempo in cui anche culturalmente sia gli operatori che i cittadini comprendano e quindi partecipino attivamente alla realizzazione degli obiettivi di riforma.
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