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BENEVENTO. La puntualizzazione del coordinamento delle contrade beneventane sulla vicenda elettrodotto.
, Venerdì 27 Luglio 2007 - 17:54.
“Non è vero che abbiamo  chiesto la delocalizzazione della scuola di San Vitale. E’ vero, invece, che noi abbiamo più volte richiesto, oltre alla tutela della salute e dell’ambiente,  un equo risarcimento per i cittadini più penalizzati dal passaggio dell’elettrodotto”.

Questo il succo della puntualizzazione richiesta da Serena Romano che, in qualità di presidente del Coordinamento delle contrade beneventane, ha partecipato mercoledì scorso, 25 luglio, alla riunione tenuta a  Palazzo Mosti per individuare il tracciato dell’elettrodotto a 380 kv BN-Foggia.

“Il risultato della nostra seduta è stato riportato in maniera parziale e inesatta – spiega la Romano - Titoli come “La Terna presenta 3 tracciati: chiesta la delocalizzazione della scuola di San Vitale” e “Elettrodotti, via la scuola da San Vitale” fanno apparire, infatti, lo spostamento della scuola come una “richiesta prospettata dal tavolo” per garantire una “maggiore sicurezza” ai cittadini: cosa che non è.  Innanzitutto perché le ipotesi di percorso formulate o sono “sicure” oppure sono improponibili: dando per scontato, dunque, che tutte le ipotesi presentate dalla Terna sono rispettose della legge sull’elettrosmog, il compito di controllarne l’affidabilità da un punto di vista scientifico, spetta solo all’Università. E poiché il ventaglio completo dei possibili tracciati non è stato ancora presentato – tant’è vero che il professore Domenico Villacci  ha chiesto espressamente alla Terna di approfondire le possibilità di interramento del cavo, proprio per completare il ventaglio delle soluzioni - di conseguenza l’Università non ha ancora potuto esprimere le proprie valutazioni. Perciò, parlare di “maggiore sicurezza” in modo generico, fuori da uno specifico contesto tecnico e scientifico, non solo non ha senso, ma diventa fuorviante e alimenta dubbi e perplessità su tutte le ipotesi di tracciato.
In realtà è vero che si è parlato di una possibilità di spostamento della scuola elementare: ma per ora solo come opera di “compensazione” da valutare insieme ad altre opere e iniziative. Cioè, come possibile opera di risarcimento ai cittadini e non come  “delocalizzazione” necessaria, dettata da “motivi di maggiore sicurezza”: anche perché la presenza della scuola rientra nel quadro di una sola delle tante possibili soluzioni. Di conseguenza, parlare di opere di  “compensazione” quando il  tracciato non è stato ancora scelto, fa sorgere solo dubbi: il dubbio che le scelte siano state già fatte al di fuori della commissione; che, di conseguenza, qualcuno abbia già deciso come “compensare” i cittadini, senza averli interpellati, con mega-strutture non richieste e che non rispondono alle loro ma ad altre esigenze; il dubbio che così i più penalizzati – in particolare i proprietari dei terreni dove passerà l’elettrodotto e le contrade adiacenti  – ancora una volta rischiano di essere i meno risarciti.
E’ chiaro, dunque, che il Coordinamento delle contrade – in quanto portatore dei reali interessi dei cittadini: cioè della loro salute, delle loro proprietà e dell’ambiente - non vuole la delocalizzazione della scuola elementare a meno che questa non parta come esplicita richiesta dall’assemblea dei cittadini dopo idonea valutazione. Viceversa, proprio per tutelare gli interessi di tutti i proprietari dei terreni che hanno aderito al Coordinamento, va detto che nell’ultima riunione della Commissione è stato esplicitamente richiesto che il Comune invii ai Ministeri competenti la delibera del Consiglio Comunale che boccia il primo, lungo tracciato presentato dalla Terna e informi i ministri che sono allo studio ipotesi alternative: questo importante atto informativo, infatti, non è stato ancora compiuto e di questa  richiesta non si fa cenno nel resoconto apparso sulla stampa, benché sia un passo fondamentale per bloccare  l’iter del vecchio tracciato che tuttora, come spada di Damocle, pesa sui cittadini coinvolti”.


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