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Venerdì, 22 Agosto 2008
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AVELLINO. Cambio della guardia al vertice della questura. Arriva De Iesu.
Trent’anni in prima linea trascorsi in una questura come quella di Napoli, poi un mese e mezzo fa la nomina a questore ed il prossimo 20 agosto l’insediamento nella sua prima sede che sarà quella di via Palatucci ad Avellino. Si presenta così, Antonio De Iesu, il nuovo questore di Avellino. Prende il posto di Vittorio Rochira che, dopo due anni lascia l’Irpinia, per assumere l’incarico di numero uno della polizia di Lecce. Un incarico anche questo di tutto rispetto perché la città salentina è considerata una delle più calde di Italia. De Iesu, invece, ha 52 anni e pur essendo nato a Napoli conosce abbastanza bene l’Itpinia in quanto ha trascorso l’infanzia a Pietradeifusi, dove negli sessanta viveva la famiglia con il padre appuntato di polizia. E’ sposato con la signora Teresa ed è padre di due figli, Fausto e Simona, entrambi studenti universitari. Arriva in provincia di Avellino dopo aver salito tutti i gradini della carriera di funzionario di polizia nella questura di Napoli. Una vita in primo linea nel corso della quale non sono mancati anche cruenti scontri a fuoco dove è rimasto anche ferito. La permanenza nel capoluogo partenopeo gli ha permesso di essere conosciuto ed apprezzato dall’attuale capo della polizia Manganelli, anche egli irpino. Per il dottore De Iesu, quindi, dirigere la questura di Avellino rappresenta un banco di prova importante. E lui ha già dichiarato di voler trascorrere le prime settimane per conoscere e capire i problemi di questa terra. Essenziale per il funzionario sarà dare motivazioni e slancio e suoi uomini e allo stesso tempo chiederà che vengano potenziati i supporti tecnologici. Per quanto riguarda la polizia giudiziaria poi, lui ce l’ha nel sangue e non potrebbe non essere così visto che a Napoli ha diretto mille indagini. E conosce bene anche la mappa dei clan camorristici che attraverso il nolano o il casertano tentano di penetrare in Irpinia. Insomma Antonio De Iesu sembra essere l’uomo giusto al posto giusto. A lui ed al questore Vittorio Rochira giungano i più fervidi auguri di buon lavoro dalla redazione del Tgsei.
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