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Giovedì, 4 Dicembre 2008
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MANOCALZATI (AV). Grande successo di pubblico e visitatori all’ultimo dei quattro appuntamenti del progetto «Nelle Porte e Stazioni del Gusto».
Grande successo di pubblico e visitatori all’ultimo dei quattro appuntamenti del progetto «Nelle Porte e Stazioni del Gusto» promosso dall'Ente Provinciale del Turismo di Avellino, che lo scorso fine settimana ha fatto tappa nel borgo antico del comune di Manocalzati alla scoperta di uno dei bianchi più apprezzati al mondo, il Fiano Docg di Avellino. Tra i tantissimi stand allestiti nell’anfiteatro comunale del paesino alle porte di Avellino, i numerosi appassionati accorsi sabato sera hanno potuto incontrare direttamente i viticoltori della zona e svolgere degustazioni guidate. Assieme al vino presenti anche una selezione di aziende di prodotti tipici locali, con assaggi di formaggi, salumi, olio, pasta e miele. Ieri mattina invece giornata dedicata al convegno di approfondimento dal titolo: “Turismo e filiera agroalimentare in Irpinia: l'esempio del Fiano Docg di Avellino. Dalla tracciabilità allo sviluppo delle zone interne”. A coordinare i lavori Maristella Di Martino, giornalista e autrice del libro “Le ricette dell'Irpinia”. Nel suo intervento d’apertura, il sindaco Pasquale Tirone ha evidenziato come ci sia il bisogno di attivare un circolo virtuoso tra produzione, qualità e sviluppo del territorio.< Questa bellissima iniziativa voluta fortemente dall’Ept di Avellino – ha introdotto il primo cittadino – può realmente dare un impulso alle zone interne della nostra regione valorizzando i prodotti agroalimentari. A Manocalzati c’è una notevole produzione di Fiano Docg, un vino bianco conosciuto ed ormai apprezzato in tutto il mondo. Finanziando questo progetto penso che la Regione abbia voluto mandare un messaggio a tutti noi: attraverso la valorizzazione dei nostri prodotti tipici noi tutti dobbiamo cominciare a credere fortemente nei nostri valori, nelle nostre forze, idee, sacrificandoci nel lavoro, per un nuovo sviluppo socio-economico delle zone interne. Un riscatto che possa dare una risposta anche al problema occupazionale delle nuove e vecchie generazioni>. Il presidente dell'Ente Provinciale del Turismo di Avellino, dottor Santino Barile, ha invece tracciato un bilancio di questi primi quattro appuntamenti in Irpinia, ai quali seguiranno in primavera quelli nelle province di Benevento e Caserta. < Questo progetto integrato si inquadra nella filiera enogastronomia – ha illustrato il presidente Barile –. Quello che mi ha più sorpreso di questi quattro appuntamenti è stata la grande partecipazione dei produttori locali, che hanno mostrato così una grande corresponsabilità. Questa è la chiave di volta per il successo di questi eventi. Ciò dimostra che i produttori credono in queste iniziative. La scintilla per dar vita ad un processo di sviluppo deve partire da loro. Come Ept possiamo assistere e promuovere tale processo, ma c’è bisogno di questa molla. Un afflato che mi auguro possa proseguire anche in primavera per gli appuntamenti di Benevento e Caserta. Un’esperienza quindi sicuramente positiva per questo primo segmento del progetto>. Poi un invito alla Regione e alla politica nel perseguire lungo questo cammino. < La Regione però deve fare il proprio ruolo - ha incalzato Barile -. I soldi ci sono per iniziative come queste. Sono le scelte politiche che debbono essere alla base di questi indirizzi. Regione Campania non può non ascoltare questi nostri appelli. Questi eventi servono anche a comunicare alla Regione che questo è un territorio vivo che può rivestire un ruolo importante nell’economia regionale>. In conclusione del suo intervento, Barile ha rivolto un invito al sindaco:< Bisogna guardare oltre il proprio naso - ha concluso il presidente dell’Ept – tenendo in debito conto le prospettive di sviluppo legate al territorio. E’ importante per una comunità avere in debito conto le potenzialità che offre all’intero territorio lo sviluppo turistico>. Prima di entrare nel vivo della discussione sul Fiano Docg, il professor Antonio Tirone, preside della “Libera Università Goffredo Raimo”, ha illustrato ad un’affollata platea le attività ed i corsi di promozione e di conoscenza dedicati non solo al Fiano Docg, ma anche agli altri pregiatissimi vini irpini. Angelo Maglio, presidente provinciale dell’Ais (Associazione Italiana Sommelier), ha invece incentrato il suo intervento sul vitigno dal quale si ottiene il Fiano Docg, invitando i produttori presenti a puntare sempre più sulla qualità del prodotto. < Questo vitigno era conosciuto già ai tempi dei romani – ha spiegato -. Un vitigno che produce un vino molto più delicato e dolce del Greco>. Maglio ha anche sollecitato tutti i comuni ricadenti nell’area di produzione del Fiano Docg ad unirsi per dar vita ad un’Anteprima sul Fiano di Avellino, sul modello di quella già realizzata per il Taurasi, tra degustazioni e visite guidate, che veda la partecipazione di tutte le aziende produttrici. < Tante manifestazioni non servano a niente – ha concluso – mentre serve un evento di grande respiro che possa crescere nel tempo>. Maurizio Paolillo, giornalista ed esperto della rivista “Porthos”, ha invece incentrato il suo intervento su ripercorrendo la storia di questo vitigno che si perde nel tempo. < Un vino difficile, prima trascurato e poi rivalutato per le sue caratteristiche – ha spiegato Paolillo -. Non c’è dubbio che oggi per il Fiano sul mercato si aprono prospettive di sviluppo interessanti. Perciò questo vino ed i produttori locali debbono saper cogliere quest’opportunità>. Paolillo ha anche offerto un suggerimento:< Bisogna favorire la degustazione di questo vino – ha concluso -ritardandone la vendita all’annata successiva alla vendemmia in modo da fare apprezzare meglio tutte le sue caratteristiche e potenzialità di abbinamento con i piatti. Fare di questo vitigno un vino da bere nell’annata di produzione significa compiere un vero delitto>. Ugo Baldassarre, giornalista di “Tigullio Vino”, si è invece soffermato sulla percezione che la stampa specializzata ha del Fiano di Avellino e sulle tecniche più adatte per una buona comunicazione del prodotto. < Grazie a questo eccellente vitigno – ha dichiarato l’esperto giornalista – bisogna puntare su un turismo che vada al di là dei confini regionali. Il Fiano è un vino straordinario che si è finalmente sganciato dal camminare a braccetto con il Greco di Tufo. Anzi il Fiano, per le sue caratteristiche, oggi ha raggiunto e superato nella diffusione il Greco. Il Fiano perciò può essere la guida enologica dei bianchi del Sud Italia, favorendo al contempo lo sviluppo economico di questi territori interni>. Infine ha chiuso i lavori Antonio Vespucci, presidente del Consorzio Produttori di Caciocavallo Podalico, che ha esortato tutti i produttori a dar vita ad una rete sul territorio, unitamente con la Regione, l’Ept e gli enti locali, per dar vita a pochi e mirati eventi all’anno di promozione dei prodotti tipici locali, evitando così mille iniziative spesso dispersive ed improduttive. L’appuntamento di Manocalzati chiude un lungo viaggio nei paesi simbolo della filiera enogastronomica di eccellenza in Irpinia, iniziato sabato 8 e domenica 9 settembre da Calitri, famosa per la sua Fiera, crocevia fondamentale dei traffici tra la Campania e la Puglia, punto di passaggio obbligato ancora oggi della transumanza. In primo piano in mostra ci sono stati i formaggi, conservati nelle grotte di affinamento: caciocavalli e caciocavalli podolici, pecorini stagionati che rappresentano i punti di forza di questo territorio che ha ovunque incredibili espressioni di qualità con il latte. Poi nel week end successivo la carovana de “Le Porte e Stazioni del Gusto” ha fatto tappa a Trevico, il comune più alto d’Irpinia, crocevia della filiera enogastronomia della valle dell’Ufita con la sua stazione del gusto, che ha aperto le porte a tutti gli appassionati e ai curiosi gourmet della regione con il pane di Montecalvo e l'olio di Ravece, due delle eccellenze dell'Alta Irpinia che si tramandano da secoli grazie alla sapienza e alla determinazione dei contadini. Nel terzo appuntamento invece di scena il Greco Docg con un lungo week end nel centro storico di Tufo, il paesino alle porte di Avellino noto nell'800 per le sue miniere di zolfo, palcoscenico di uno dei bianchi più nobili d'Italia, sicuramente il più conosciuto e venduto in tutti i winebar secondo recenti ricerche di mercato. Un bilancio per i quattro appuntamenti di sicuro positivo. I numeri di partecipazione di produttori locali, aziende e visitatori riconsegna l’immagine di un evento che è entrato di diritto tra le iniziative più interessanti dell’intera Campania sotto il profilo della promozione del territorio e delle produzioni di eccellenza. Con la tappa di sabato e domenica a Manocalzati quindi si chiude così in Irpinia il progetto «Nelle Porte e Stazioni del Gusto», promosso dall'Ente Provinciale del Turismo di Avellino che ha voluto con questa iniziativa, dopo il grande successo del Mangiastorie, promuove la conoscenza di alcuni paesi simbolo della filiera enogastronomia di eccellenza in Irpinia, vere e proprie porte di accesso a questa ricchezza di profumi e di sapori come in pochi altri territori italiani è possibile trovare grazie alla grande diversità di clima e di terreno. Dopo l'Irpinia, in primavera Le Terre del Gusto si sposta a Benevento e a Caserta per scoprire volti e sapori inediti dell'Appennino Meridionale la cui bellezza è riscoperta negli ultimi anni proprio grazie alla forza dei prodotti della filiera agroalimentare. Le Ultime Notizie in Attualità |