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Sabato, 10 Gennaio 2009
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CAMPANIA. Con il passare delle ore la situazioni rifiuti diventa sempre più drammatica.
Taverna del re chiude. Il sito di stoccaggio delle ecoballe del comune di Giugliano,l’unico in Campania, cesserà di funzionare alle 22,,00 di questa sera. Aperto dagli inizi del 2006 ha ospitato qualcosa come due milioni di tonnellate di spazzatura tritovagliata e imbustata. Tutto quello,ossia, che usciva dai cdr della Campania. Ad annunciare la chiusura del sito è stato lo stesso prefetto Pansa, commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania. Con la chiusura di Taverna del Re i cdr smettono di funzionare. A meno che il ministero della difesa non autorizzi a stoccare le ecoballe nell’aree demaniali militari. A quanto sembra trattative sono in corso. Ma se ciò non dovesse avvenire, ogni comune della Campania, dovrà attrezzarsi per stoccare i rifiuti in siti provvisori sino a quando i cdr non torneranno a funzionare. Fino a quando, ossia, non saranno aperti siti di stoccaggio provinciali dove sistemare le ecoballe.. I siti individuati in Irpinia e nel Sannio, sono, Chianche e Casalduni. E’ inutili sottolineare che sia le popolazioni locali che le amministrazioni comunali sono fortemente contrari a queste soluzioni. Chianche sorge al centro dei comuni del Greco di Tufo e portare là le ecoballe appare un suicidio soprattutto di immagine. Casalduni, invece, è già sito di cdr ed anche lì le proteste non mancano. Ma anche se si riuscisse ad attrezzare queste aree ci vorranno diversi giorni ed, intanto, i rifiuti per strada sono già tanti. Per questo motivo il commissariato ha ordinato ad ogni comune di allestire un sito di stoccaggio provvisorio in attesa che riaprono i cdr. A coordinare questa difficile operazione dovrebbero essere le province. Ed, infatti, per domani mattina alle ore nove, la presidente della provincia di Avellino ha convocato a palazzo Caracciolo tutti i 119 sindaci irpini. Ma anche da questo versante i problemi non mancano. Molti primi cittadini sono alle prese con la bonifica dei siti precedenti e tanti altri non hanno un’area da adibire a discarica provvisoria. Insomma la situazione con il passare delle ore diventa sempre più complicata. Ed ora solo l’esercito ci può salvare da un presepe di immondizia.
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