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Sabato, 10 Gennaio 2009
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CAMPANIA. Il governo si appresta a prorogare i poteri commissariali sull’emergenza rifiuti.
Il regime commissariale, secondo il decreto dell’11 maggio scorso, dovrebbe durare sino martedì 31 dicembre. Ma chi scrive i decreti a Roma non conosce per nulla la situazione della Campania. E così venerdì 28 dicembre, nel corso dell’ultima riunione del consiglio dei ministri del 2007, il governo si apprestata a vararne uno nuovo che allunga i termini del commssarimento di almeno un altro anno. Ma il prefetto Pansa sembra intenzionato a non restare neanche un giorno di più sulla poltrona più scottante di Italia. Prodi, quindi, dovrebbe individuare un nuovo commissario ma non sembra per nulla facile. Tutti coloro che ci hanno provato politici provetti e funzionari dello stato hanno dovuto gettare la spugna. Pansa sta tenendo duro ma non vuole continuare a portare la croce. Tutto questo succede mentre la Campania sta di nuovo per essere invasa dai rifiuti. Per evitare un nuovo collasso, al momento, l’unica via praticabile sarebbe quella di ottenere dall’esercito l’autorizzazione di usare le loro aree demaniali per trasferire le ecoballe che producono i cdr. Due giorni fa ha chiuso Taverna del Re ed al momento non esistono nuovi siti di stoccaggio dove portare le ecoballe. Se questo materiale non viene portato via i cdr non possono funzionare e non possono ricevere la spazzatura, ergo, l’immondizia resta in strada. Pansa ha provato ad indicare dei siti in ogni provincia ma è stato inutile. In realtà dovevano essere i presidenti delle province ad indicarli ma nessun politico in Campania oggi ha la legittimazione da poter chiedere ai cittadini di qualsiasi comune di ospitare un solo grammo di spazzatura. E così tutto è stato delegato a Pansa che ha scelto. Ad esempio ha scelto Chianche in Irpinia e Casalduni nel Sannio, Ma, immediatamente, sono partite le proteste. Proteste sacrosante, come nel caso di Chianche, perché portare ecoballe là dove viene prodotto il Greco di Tufo, sembra essere un vero e proprio delitto. O come nel caso di Casalduni dove da anni già funziona un cdr. Ma perché le scelte sono state fatte così ? La risposta è semplice perché è più facile andare verso le piccole comunità che verso quelle grandi. Insomma la vicenda è drammatica ed è ancora una volta ci si immette su una strada senza via di uscita. La spazzatura si continua ad accumularsi ma nessuno la vuole. Prima o poi anche le piazzole dell’esercito verranno riempite e dopo cosa succederà? Si attendono risposte mentre su questa situazione si continuano a fare affari d’oro.
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