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Sabato, 10 Gennaio 2009
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CERVINARA(AV). Grande successo per il presepe vivente.
E’ diventato un appuntamento fisso che si ripete ogni anno e desta l’attenzione di tanti visitatori, molti dei quali arrivano anche da fuori paese. Stiamo parlando del Presepe vivente che si svolge nella suggestiva cornice della frazione Valle di Cervinara. I luoghi sembrano essere fatti apposta per ricreare l’atmosfera della Betlemme di 2000 anni fa. A questo scenario si aggiunge la sapiente mano dell’uomo che interviene sulla scenografia e sui costumi dei tanti figuranti che si prestano per diverse ore ad impersonare i mille personaggi della rappresentazione che,nonostante, diventi profana mantiene l’aura di sacro. A dispetto di tutto e delle mode del momento, sembra ci sia un gran bisogno di queste scene tratte dai vangeli. Succede così a Natale quando viene riproposta la nascita di Gesì ed avviene quasi la stessa cosa durante i riti pasquali del venerdì santo. Solo i sentimenti cambiano perché al presepe vivente ci si avvicina con grande pace interiore e con la gioia nel cuore mentre per la via crucis, forte è il senso del dolore, perché riviviamo gli strazianti momenti della passione di Cristo. Quasi tutti i presepi viventi che vengono rappresentati dalle nostre parti hanno la particolarità di ricostruire la Betlemme di 2000 anni fa, tenendo d’occhio anche gli usi e le tradizioni della nostra civiltà contadina. Un tuffo nel passato che non dovrebbe essere troppo lontano ma che oramai quasi tutti hanno cancellato. Questa contaminazione, alla quale non si è sottratto neanche il presepe di Cervinara, rende ancora più suggestivo l’appuntamento. Ed avviene spesso che i genitori ma sopratutti i nonni devono spiegare ai bambini il nome o come venivano utilizzati alcuni attrezzi che prima erano in tutte le nostre case ed oggi, invece, sembrano essere misteriosamente spariti. Ma, a parte questa digressione, la grande forze della rappresentazione è data dal piccolo viaggio che ci porta verso la grotta o la capanna. Ci si avvicina lentamente, sapendo che al termine del percorso ci aspetta la scena più bella. Siamo tutti consapevoli che si tratta di una finzione, ma, almeno per chi crede è una finzione che fa bene al nostro cuore e alla nostra anima. Ancora una volta è come se avessimo la conferma che Nostro Signore si è incarnato, ossia, si è fatto uomo per un atto di amore, per salvarci dal peccato originale.. Ed in nome di un amore così grande che non si può esprimere a parole, ha anche deciso di morire su una croce tra mille sofferenze, per poi resuscitare. Quel paesaggio, quella grotta e quel bambino, ci ricordano tutto questo ed, almeno, per poche ore una gran pace scende nei nostri cuori. . Le Ultime Notizie in Arte e Cultura |