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Giovedì, 4 Dicembre 2008
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AMBIENTE: RISCHIO IDROGEOLOGICO CAMPANIA, FONDI DA MINISTERO
Il ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, Alfonso Pecoraro Scanio, ha firmato un decreto contenente il secondo Piano strategico nazionale di mitigazione del rischio idrogeologico. In Campania, si legge in una nota, sono previsti 15 interventi per un importo di 27.341.000 euro che riguardano i comuni di Avella, Sperone, Candida, Lacedonia, Melito Irpino, tutti in provincia di Avellino, Benevento, la messa in sicurezza della cavità di via Nicolardi a Napoli, un intervento di sistemazione dell'alveo dei Camaldoli che riguarda i comuni di Napoli, Mugnano di Napoli, Villaricca, Calvizzano, Marano di Napoli, Qualiano, Quarto, Giugliano e Pozzuoli, Padula (Salerno), Pollena Trocchia (Napoli), Pozzuoli (Napoli), Salerno, San Cipriano Picentino (Salerno), San Marco dei Cavoti (Benevento),San Michele di Serino, Santo Stefano, Santa Lucia, Serino (Avellino), Serre (Salerno). Gli interventi finanziati "riguardano, oltre che la sistemazione di aree franose, alluvionali e valanghive, anche la manutenzione del territorio, la ricostituzione dell'equilibrio costiero, la ricostituzione dell'equilibrio idrogeologico in aree percorse dal fuoco e privilegiano, ove possibile, gli interventi che prevedono l'utilizzo di tecniche a basso impatto ambientale, quali l'ingegneria naturalistica". "Il nostro - ha dichiarato il ministro Pecoraro Scanio - è territorio con un alto livello di criticità in termini di rischio idrogeologico. Investire fortemente in opere per ridurre il rischio sul nostro territorio è, allo tesso tempo, un dovere e un'opportunità. Un dovere perché troppo spesso ci troviamo a piangere i morti o calcolare gli ingenti danni per frane, alluvioni o valanghe, senza che per anni si sia fatto nulla. E' però anche un'opportunità in quanto questi investimenti consentono di aprire cantieri e creare occupazione". "Certamente - ha aggiunto Pecoraro - la difesa del nostro territorio da frane e alluvioni, così come la difesa delle coste o la riqualificazione di alcune aree, rappresenta l'opera pubblica più importante. Avremmo necessità di moltiplicare i fondi per mettere in sicurezza tutta l'Italia, ma è un dato incontrovertibile che il governo attuale ha moltiplicato gli investimenti per questo settore. Voglio anche sottolineare come la scelta degli interventi sia avvenuta di concerto con le regioni per evitare assurdi sperperi di denaro pubblico". Gli interventi finanziati, sottolinea la nota, rispondono a precisi criteri concordati dal ministero con le Regioni: "rispondenza alle classificazioni di rischio molto elevato delle Autorità di bacino; interventi di completamento e cofinanziamento; grado di integrazione tra misure di uso del suolo e interventi strutturali; utilizzo di tecniche a basso impatto ambientale, quali ad esempio, quelle dell'ingegneria naturalistica; dotazione di progetto definitivo, elaborato a seguito di una identificazione progettuale concordata tra i soggetti pianificatori; salvaguardia delle aree non antropizzate; elevato rapporto tra i costi di intervento e l'efficacia attesa di riduzione del rischio; maggior grado di funzionalità del lotto, all'interno di progetti complessi; coordinamento con gli interventi finanziati da altre fonti; inserimento in uno schema di Allerta rapida; verifica delle capacità di spesa e dell'efficacia dimostrata dall'Ente Attuatore".
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