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Giovedì, 4 Dicembre 2008
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IRPINIA.Presentati i piani per il rilancio delle sttutture ospedaliere.
Un piano di rilancio per tutte le strutture ospedaliere irpine per evitare declassamenti. Le due aziende sanitarie locali, Avellino uno e Avellino due, e l’azienda ospedaliera Moscati, hanno elaborato dei piani che dovranno essere presentati al comitato tecnico regionale entro il prossimo 31 dicembre. Sono proposte di razionalizzazione e di miglioramenti per evitare che i costi di gestione possano declassare o addirittura sopprimere alcuni plessi ospedalieri. In provincia di Avellino ci cono otto strutture che potrebbero essere tutte salvate dalla mannaia dei tagli regionali, tenendo presente la particolare conformazione del territorio. E così l’azienda sanitaria Avellino due, punta a mantenere l’ospedale Landolfi di Solofra come struttura di secondo livello potenziando il pronto soccorso ed attuando una profonda sinergia tra le unità operativa e le attività riabilitative. L’azienda sanitaria locale Avellino uno che ha nel proprio territorio tre ospedali ha già presentato al comitato tecnico regionale le sue proposte. L’ospedale di Ariano Irpino che poi è il più grande prevede, oltre al potenziamento del pronto soccorso anche l’istituzione di nuove discipline come l’otorino e la terapia del dolore. La struttura di Sant’Angelo dei Lombardi, invece, sarà confermata quale punto di eccellenza per la riabilitazione. A rischio soppressione c’è, invece,l’ospedale di Bisaccia che, però, potrebbe essere salvato trasformandolo in una struttura legata alla lunga degenza. Rilancio anche per i quattro plessi che fanno parte dell’azienda ospedaliera Moscati di Avellino. Il manager Pino Rosato non ha pensato solo alla città ospedaliera, oramai, in via di completamento ma anche alla struttura storica di viale Italia ed al Maffucci. Cambiamenti in vista solo per l’ospedale San Giacomo di Monteforte Irpino che, secondo una convenzione, stipulata con la regione, dovrà diventare un centro di assistenza intermedia. Ora i piani dovranno essere valutati dall’arsan, l’agenzia della sanità regionale.
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