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Sabato, 10 Gennaio 2009
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PETRURO IRPINO(AV). Il 16enne che ha ucciso Massimo Zoina in attesa di essere sottoposto al’interrogatorio di garanzia.
Lo ha colpito alla spalle con una coltellata. Ha lavato il coltello, ha pulito il sangue sul pavimento con la candeggina. Poi è salito a bordo della fiat panda gialla della sua vittima ed ha iniziato una fuga durata circa dodici ore. A bloccarlo sono stati i carabinieri che lo stavano braccando. Lui si trovava davanti ad una fermata del pullman nel comune di Santa Paolina. Non ha detto nulla, non ha voluto rivelare perché ha ucciso Massimo Zoina, l’unica persona che in sedici anni di vita gli aveva offerto una possibilità di riscatto, l’opportunità di condurre un ‘esistenza normale come tutti i suoi coetanei. Ma il tunisino Gacem non l’ha voluto questa chance ed ha fatto come quei cani che mordono la mano del padrone che danno loro da mangiare. Sono trascorsi alcuni giorni dall’omicidio di Petruro Irpino ma resta intatto lo sgomento che ha provocato la morte di Massimo Zoina. 30anni, operatore sociale, volontario sempre pronto ad aiutare un anziano, un disabile e chiunque avesse delle difficoltà. Decide di scommettere sul recupero di Gacem, adolescente con alle spalle un’infanzia di violenza,, vissuta in una famiglia difficile ad Eboli. Massimo conosce quello che sarebbe diventato il suo assassino in una casa famiglia di Monteforte che lui frequenta per la sua attività di volontario. Chiede l’affidamento al tribunale dei minori e gli viene concesso. Si trasferisce da Tufo nell’abitazione di vico San Bartolomeo a Petruro Irpino che gli viene messa a disposizione gratuitamente dal sindaco Mazzarelli. All’inizio sembra procedere tutto nel migliore dei modi. Massimo trova un lavoro al suo protetto. Gacem, va ad imparare il mestiere da un caro amico dell’operatore sociale che lavora la pietra. Ma dopo due mesi, l’amico di Massimo è costretto a mandar via il giovane tunisino. Gacem, è insofferente a qualsiasi regola ed ha atteggiamenti volenti.. Il 16enne comincia a bere forte, forse anche a drogarsi e tra lui e Massimo finisce l’idillio. I due cominciano a litigare ed i diverbi si fanno sempre più violenti, tanto da preoccupare non poco i vicini di casa che qualche volta, chiamano i carabinieri. Sino a quando Gacem decide di pugnalare il 30enne, di uccidere la persona che lo aveva accolto. Ora il 16enni si trova nel centro di prima accoglienza dei minori di Napoli, in attesa di essere sottoposto all’interrogatorio di garanzia. Ai carabinieri che lo hanno bloccato non ha voluto dire niente perché, forse, neanche lui sa giustificare un gesto tanto assurdo. Il corpo di Massimo si trova, invece, presso l’obitorio dell’ospedale Rummo di Benevento in attesa che venga eseguita l’autopsia.. Poi ci saranno i funerali, l’ultimo saluto per una persona che ha pagato con un prezzo salatissimo la sua generosità.Le Ultime Notizie in Cronaca |