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Sabato, 10 Gennaio 2009
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AVELLINO. La riduzione della spesa farmaceutica mette a rischio la salute dei pazienti irpini.
La riduzione della spesa sanitaria nelle regione Campania sembra assumere dei toni da commedia all’italiana ma, purtroppo, sulla bilancia c’è la salute dei cittadini e la possibilità o meno di poter guarire da determinate malattie. Da questa mattina in tutti gli studi medici del territorio dell’azienda sanitaria locale Avellino due, sono stati affissi dei manifesti con i quali si avvisano i pazienti che l’asl e, quindi, la regione ha fissato un tetto di spesa per la prescrizioni di farmaci a tutti anche a coloro che soffrono di patologie gravi. I medici di medicina generale, ossia, i nostri medici di famiglia devono attenersi a queste regole che fissano la spesa farmaceutica a 190 euro l’anno, ossia, una media di circa 16 euro al mese. Un fatto che ha dell’incredibile e che riduce la capacità di guarire dalle malattie che ci colpiscono. Basti pensare che chi soffre ad esempio di ipertensione, deve ingerire un farmaco che costa al mese circa venti euro e, quindi, prescrivendolo i medici hanno già superato il budget assegnato ad ogni paziente. Ma è così anche per chi soffre di diabete, di bronchite e , figuriamoci, chi deve lottare contro un tumore. I farmaci quelli buoni, gli ultimi ritrovati della ricerca scientifica hanno un determinato costo a meno che i medici non prescrivano medicine obsolete con un costo inferiore ma anche con una scarsa capacità curativa. R questo non lo farebbe nessuno medico coscienzioso il quale ha sempre come primo obiettivo quello di curare il malato. Insomma il diritto di tutti di avere un’assistenza medica adeguata sembra essere diventato un vero e proprio optional. E ci sono da sottolineare delle differenze tra ciò che avviene nel territorio dell’asl di Avellino e quel che succede in una qualsiasi asl di Napoli. Anche qui il budget è stato abbassato ma ogni assistito ha una media di oltre 40 euro al mese, ossia, di più di 400 euro al’anno. Questo perché la riduzione è stata fatta per tutti ma mentre il nostro territorioo era abbastanza virtuoso, infatti, la media per la spesa farmaceutica è la stessa di quella nazionale, nel napoletano la media superava i 600 euro. Insomma chi ha provato una delle tanti voci del buco sanitario campano dovrà pagare nessuno conseguenza mentre chi è stato sempre attento vedrà ridotta la propria possibilità di guarire. E la cosa davvero assurda è che se un medico non dovesse tenere conto di ciò che è stato deciso rischia di essere citato davanti alla corte dei conti, come uno che ha sperperato denaro pubblico e non come uno che tenta di salvare la vita ad un suo assistito. A questo punto la politica e le organizzazioni sindacali non possono più tacere e devono fare urgentemente qualcosa, altrimenti, da qui a qualche mese sul nostro territorio aumenteranno le morti di persone che potevano essere tranquillamente curate con farmaci adeguati.Le Ultime Notizie in Attualità |