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Sabato, 10 Gennaio 2009
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ITALIA. Aumenta il costo delle sigarette ma non diminuisce il numero dei fumatori.
Oggi è scattato l’aumento di dieci centesimi per alcune marche estere di sigarette. Come spesso avviene in questi casi, a breve dovrebbero aumentare anche le altre. Ma l’aumento dei costi e la legge Sirchia che stabilisce il divieto di fumo in tutte le strutture ed i locali pubblici, sembra non abbiano provocato grandi cambiamenti nelle cattive abitudini degli italiani di tenere sempre accesa la sigaretta. Addirittura, secondo i dati resi noti dall’associazione dei produttori, il consumo di tabacco nel 2006 è aumentato dell’1,1 che tradotto in numeri vuol dire un milione di chili in più. Insomma sembra essere svanito l’effetto che si era registrato quando erano entrate in vigore la norme volute dall’allora ministro della sanità, Girolamo Sirchia. I controlli sono diventati blandi e l’effetto deterrente che si era registrato con le scritte su i pacchetti sembra svanire un po’ alla volta. I responsabili del ministero della salute guardano con preoccupazione a questa risalita nei consumi. Le malattie sociale procurate sia dal fumo attivo che da quello passivo sono fonte di grande preoccupazioni. Ecco perché, secondo i medici, bisognerebbe studiare della campagne medianiche ancora più aggressiva per indurre chi fuma a smettere e chi vorrebbe cominciare a non farlo. Sono i giovanissimi e le donne le persine che consumano il maggior numero di sigarette al giorno e sono, quindi, le categorie più a rischio di ammalarsi in futur
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