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Lunedì, 1 Dicembre 2008
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AVELLINO. Trovati nel Vallo di Lauro nascondigli usati da Latitanti.
Decine di perquisizioni, 152 persone identificate e controllate e soprattutto la scoperta di numerosi nascondigli destinati a proteggere la latitanza di pregiudicati: questo un primo bilancio della vasta operazione che ha visto impegnati cento carabinieri del comando provinciale di Avellino, con l'ausilio di unità cinofile e elicotteri, a Quindici (Avellino), il centro del Vallo di Lauro da decenni teatro della sanguinaria faida tra i clan camorristici Cava e Graziano. Nel corso del blitz, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, i militari diretti dal colonnello Giammarco Sottili hanno scoperto all'interno di abitazioni e garage botole e doppie pareti. In un'officina meccanica, che è stata sottoposta a sequestro, nella buca per le riparazioni delle auto era stato ricavato un cunicolo che presumibilmente serviva per nascondere armi da fuoco e esplosivo. In un casolare di campagna, a tre metri sotto il livello del suolo, è stato poi scoperto un altro cunicolo, lungo trecento metri, attrezzato per accogliere ricercati e latitanti, che è stato distrutto dall'intervento delle ruspe. Numerosi anche i controlli effettuati nelle abitazioni di pregiudicati ritenuti affiliati ai due clan. Nell'arco di una settimana, è la seconda operazione su vasta scala che i carabinieri hanno effettuato nel territorio di Quindici e del Vallo di Lauro, dove negli ultimi mesi si sono verificati episodi riconducibili alla lotta tra i clan Cava e Graziano per il controllo del racket e degli appalti pubblici. Su quest'ultimo versante, nel recente comitato per l'ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto di Avellino, Paolo Orrei, é stato deciso, insieme al sindaco di Quindici, Liberato Santaniello, di utilizzare personale di carabinieri, polizia e Guardia di Finanza nella istruzione delle gare di appalto, per il controllo dei cantieri e nella concessione dei contributi statali per la ricostruzione delle abitazioni danneggiate o distrutte dall'alluvione che il cinque maggio del 1999 provocò la morte di undici persone.
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