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MERCOGLIANO/AV). Manifestazione per i diritti civili al santuario di Montevergine.
, Venerdì 2 Febbraio 2007 - 18:34.
Voler usare un avvenimento religioso, un luogo di culto venerato da fedeli di tutto il mondo per rivendicare diritti civili, probabilmente non paga. Potrebbe essere questa la morale del cosiddetto Candelora Pride che si è svolto oggi presso il santuario di Montevergine. E’ stata scarsa, infatti, la presenza dei femminielli mentre molto più nutrita quella di militanti politici. Il due febbraio, la chiesa cattolica celebra la festa della luce e della purificazione. E’ la giornata in cui Maria , a 40 giorni della  nascita di Gesù si presenta al tempio, come prescriveva la bibbia, per purificarsi ed il sacerdote Simeone riconosce il figlio di Dio e si fa trovare con due candele accese.. E da sempre il giorno della Candelora coincide con un pellegrinaggio che i femminielli napoletani effettuano al santuario di Montevergine. E’ una tradizione che si perde nei secoli e probabilmente è anteriore anche alla costruzione del monastero e, forse, anche dell’avvento del cristianesimo. Si narra., infatti, che tra i monti del Partenio sorgesse un tempio dedicato a Cibele, dea delle grotte e delle montagne e i femminielli erano i suoi figli prediletti.  I fedeli della dea, nel giorno della sua consacrazione, indossavano vesti sgargianti con i colori dell’estate, un po’ ,senza voler offendere, come fanno i femminielli. In questa  giornata, la cosiddetta diversità dei femminielli, era stata sempre rispettata, anzi, la festa popolare alla quale davano vita prima e dopo la juta, con canti e balli, al ritmo delle tammorre, era anche fonte di richiamo. Questo sino a quando nel febbraio del 2002, l’allora abate Tarcisio Nazzaro, tuonò contro queste manifestazioni popolari, scacciandoli quasi dal tempio. Per tutta risposta una settimana dopo fu organizzata una manifestazione di protesta giocosa. A cinque anni di distanza, alcuni partiti politici, tra cui rifondazione comunista. hanno voluto proporre una nuova manifestazione innescandola sul dibattito per riconoscere i diritti civili alle coppie di fatto e alle coppie omosessuali che sta infiammando  la politica italiana. E così un santuario innevato ha accolto manifestanti e fedeli. Tra gli altri l’onorevole Titti De Simone di Rifondazione Comunista. Ma non mancavano Marcello Colasurdo e O Lione, leaders storici delle cosiddette paranze napoletani, che hanno dedicato canti e balli a Mamma Schiavona. Peccato, però, che erano quasi assenti i femminielli, ne sono stati individuati solo pochissimi. Nulla a che vedere con il numero degli anni scorsi. Probabilmente, questa persone hanno voluto sottrarsi all’evento mediatico perché per loro la salita a Montevergine è davvero qualcosa di intimo e di spirituale.  Forse andranno in un altro giorno, quando non ci saranno flash e telecamere. Per il resto la cerimonia religiosa si è svolta in modo normale. I monaci hanno fatto trovare le porte aperte, come è sempre successo al santuario. Nessuna preclusione, nessuna discriminazione. In chiesa si va per pregare e non per protestare o manifestare. Insomma ci sono altri luoghi per rivendicare diritti anche sacrosanti..  

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