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Lunedì, 1 Dicembre 2008
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SOLOFRA (AV). Migliaia di persone ai funerali d Antonella Russo, la 23 enne morta per difendere la madre dalle angherie del convivente.
Cristo ma dov’eri martedì mattina? Perché hai permesso tutto questo ? Due domande che possono sembrare una bestemmia e che gelano il sangue perché pronunciate in una chiesa ma non lo sono. Rappresentano lo sbigottimento, l’incredulità di un’intera comunità che ancora non si è ripresa dall’assassinio di Antonella Russo. Due domande pronunciate dal sindaco di Solofra, Antonio Gaurino, con parole soffocate dai singhiozzi davanti ad una bara bianca nella collegiata di San Michele Arcangelo. La chiesa era stracolma e chi non ha trovato posto all’interno ha atteso in silenzio fuori. L’atmosfera era irreale ed il dolore davvero qualcosa di palpabile. Lo leggevi sul viso della gente, anzi, tra le loro lacrime. Lacrime sincere non di circostanza, lacrime di pietà ma anche di rabbia. Un uomo ha ucciso una ragazza martedì mattina. Ha reciso la sua vita, ha stroncato i suoi sogni, ha polverizzato il suo futuro. Lei aveva solo 23 anni ed aveva come unica colpa quella di aver difeso la sua mamma dalla violenza di quello che sempre il sindaco ha denominato una belva. Antonella era bella, solare, gioiosa, era ottimista. Il prossimo 20 di marzo doveva discutere la tesi di laurea e si era mantenuta da sola agli studi anche facendo la modella, perché aveva fascino da vendere. Per lei era pronta una grande festa da parte dei suoi familiari, della mamma Luisa, della sorella Milena, dei suoi nipotini che sono due gemellini. Festa alla quale avrebbero partecipato anche i suoi tanti amici magari anche qualcuno che di lei era innamorato, forse, segretamente. Tutte quelle persone e molte, molte altre ancora si sono ritrovati nella collegiata di Sologra non per stappare lo champagne ma per piangere. Non per esultare ma per imprecare e molti per pregare. Solo la fede può soffocare la rabbia e può lenire, anche se in minima parte il dolore. Il vangelo scelto è quello di Matteo, il discorso della montagna. Beati gli afflitti perché saranno consolati ed il pensiero corre a quella mamma a quella sorella. Madonne dolorose che hanno ricevuto il dolore più grande da una persona alla quale hanno voluto anche bene. Antonio Carbonara, l’assassino, infatti, era il convivente della mamma. Beati gli operatori di pace perché di loro è il regno dei cieli. Ci si appiglia a quelle bellissime parole e a quelle del Primicerio, don Michele Alfano, “Antonella è già nel regno del padre. Ha trovato ad aspettarla gli angeli ed i santi, dice il sacerdote, ed anche chi non crede vorrebbe che quelle parole fossero vere. Ma se abbassi gli occhi, se li rivolgi verso terra vedi sempre quella bara e sai pensi che dentro c’è il corpo di una ragazza di 23 anni ed allora rifai tue le domande del sindaco: Cristo dov’eri martedì mattina ? Perché hai permesso tutto questo? Ma non sono una bestemmia. La chiesa era colma di fiori. Tanti erano quelli bianchi ma ti colpiscono le rose rosse che sono davvero molte. Spedite da chi ha voluto rendere omaggio ad una ragazza che stava spiccando il volo nel cielo della vita. E quando nella collegiata risuona l’Ave Maria di Schubert, quella che si canta ai matrimoni davvero pensi che quella bellissima chiesa avrebbe potuto, anzi, dovuto ospitare un’altra festa, un’altra celebrazione. Immagini a come sarebbe potuta essere bella, Antonella Russo, vestita da sposa, a come sarebbe stata emozionata quel giorno che non arriverà e mai l’Ave Maria è stata tanto struggente. Non resta che applaudire mentre intorno tutti hanno gli occhi rossi. Oggi a Solofra nessuno si è vergognato di piangere. Di piangere e pregare. E’ stato dichiarato il lutto cittadino ma davvero non ce ne sarebbe stato bisogno perché è come se ad ognuno fosse stata ammazzata una figlia, una sorella, una fidanzata un’amica. Poi la bara esce dalla chiesa ed anche chi la porta sulle spalle versa lacrime. Ad attenderla fuori dalla collegiata confetti e petali di rose ed ancora applausi. Quelle mani che battono all’impazzata vorrebbero dire Antonella resta con noi, è stato solo un brutto sogno, svegliati, torna da mamma. Ma la realtà oggi è più brutta del peggiore degli incubi. Ed il corteo si avvia al cimitero seguito da una mare di folla. Le corone precedono la bara ed il vento crea una strano effetto. Sembra che sia stato steso un tappeto di petali di fiori. Ancora un estremo omaggio a quella ragazza che nessuno potrà mai dimenticare, chi l’ha conosciuta e chi ha conosciuto la sua storia in questi quattro drammatici giorni. Ora Antonella va via per sempre, resta nel cuore di chi le ha voluta bene e di chi ha saputo di lei solo per la sua morte.Lei sia lieve la terra ed i suoi sogni possano continuare a vivere. Le Ultime Notizie in Attualità |