Venerdì, 12 Marzo 2010

LA DEMOCRAZIA E' A RISCHIO IN ITALIA O SI CERCA DI FARE DEL VITTIMISMO?

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MONTESARCHIO(BN). Prosegue la mediazione per impedire la riapertura della discarica di Tre Ponti.
, Martedì 22 Gennaio 2008 - 18:39.
Il presidio è in fase di allestimento ma già questa notte ci sarà qualcuno che dormirà in macchina davanti all’ingresso della discarica di Tre Ponti, a Tufara Valle. La trattativa è ancora in corso ma la popolazione teme brutti scherzi. Del resto i patti sottoscritti sono stati già violati e, quindi, non ci si stupirebbe più di tanto nel vedere arrivare all’improvviso i compattatori carichi di rifiuti. La discarica, secondo quanto annunciato dal prefetto De Gennaro, dovrebbe essere aperta solo per ricevere 21mila tonnellata di rifiuti ma il timore, per come stanno andando le cose in Campania, è che quella minima quantità sia solo un cavallo di troia per tenerla in funzione sine die. Una volta aperto un sito tanto grande chi lo potrebbe mai chiudere? Del resto, un altro commissario straordinario, Corrado Catenacci, insieme al presidente della regione Campania, Bassolino, aveva firmato con la gente di Tufara, di Montesarchio e dell’intera Valle Caudina, un altro accordo che prevedeva che la discarica restasse in funzione solo il tempo necessario per ricevere 400 mila metri cubi di rifiuti e poi neanche un grammo di spazzatura sarebbe mai più arrivato. La gente accettò, le barricate ed i blocchi furono rimossi e domani sarebbero dovuti iniziare anche i lavori di riqualificazione e bonifica di quella cava dismessa per i quali sono stati stanziati 3 milioni e mezzo di euro. Sopra i rifiuti sarebbero dovuto nascere una struttura sportiva e sociale polivalente. Ma ora cosa succederà? La domanda è pesante e nessuno sa dare una risposa. Nel pomeriggio presso la prefettura di Benevento, si è svolta una riunione alla quale hanno preso parte il presidente della provincia, Nardone, il sindaco di Montesarchio, Izzo, , diversi amministratori, i rappresentanti dei comitati ed i vertici delle forze dell’ordine. A presiederla c’era la dottoressa Circelli, vicario del prefetto. Si è stabilito di chiedere un incontro urgente a De Gennaro per spiegare le ragioni della Valle Caudina, per tentare di convincerlo che il sito non deve essere riaperto. Ed ancora una volta, come due anni fa, al commissario straordinario di turno verrà portata una richiesta concreta. Il presidente Nardone intende farsi carico delle 21mila tonnellate di rifiuti che l’ex capo della polizia intende portare a Tufara Valle. Intende farsene carico chiedendo un atto di solidarietà a tutti i comuni del Sannio per impedire che Tre Potni riapra. L’incontro dovrà esserci nei prossimi giorni e dal suo esito dipenderanno tante cose. Ecco perché al termine del vertice in prefettura oggi nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni. E’ancora tempo di mediazione e trattativa. Ma il presidio a breve comincerà a funzionare 24 ore su 24 perché da queste parti i sogni muoiono all’alba.










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