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BENEVENTO. Tante persone hanno ascoltato la prolusione di Ferrara all’istituto di scienza religiose.
, Lunedì 25 Febbraio 2008 - 20:03.
Probabilmente l’auditorium del seminario di Benevento non è stato mai tanto affollato. C’era l’inaugurazione dell’anno accademico dell’istituto di scienze religiose, diretto dal nostro monsignor Pasquale Maria Mainolfi. Ma la ragione della presenza di tante persone, religiosi,laici, uomini e donne, giovani ed anziani , era dovuta al fatto che la prolusione è stata affidata a Giuliano Ferrara, direttore de Il Foglio. Il giornalista non è uomo dal pensiero accomodante. Si può essere d’accordo o meno con le sue tesi ma bisogna per forza riconoscergli la capacità di suscitare dibattiti su temi di grande importanza del vivere umano. Per lui, negli ultimi tempi, i suoi nemici hanno coniato l’epiteto di ateo devoto. L’ex conduttore di otto e mezzo, infatti, è cresciuto in una famiglia di cultura materialista e soprattutto atea ma alcuna sue affermazioni lo hanno avvicinato alle posizione della chiesa soprattutto quando sul soglio pontificio è assurto Benedetto sedicesimo. Ma dal 18 dicembre in poi,l’animosità e le critiche di alcuni settori culturali del nostro paese verso di lui sono aumentati in dismisura, Il giornalista, infatti, dalle colonne del suo giornale e poi dalla trasmissione che conduceva sulla sette ha chiesto una moratorio sull’aborto. E su lui si sono scatenati fulmini e saette. Chi non lo ha ascoltato e chi non ha letto quello che ha scritto ha fatto intravedere che Ferrara chiedesse l’abolizione della legge 194 quella normativa, ossia, che prevede, tra le altre cose, l’interruzione volontaria della gravidanza. Ciò non è vero e Ferrara lo ha ribadito a Benevento. Il giornalista chiede che quella legge venga applicata sino in fondo perché in questi trenta anni di vita ciò non è stato fatto. La 194, attraverso i consultori, infatti, sulla carta tentava di dare alle donne altre chance, oltre, all’aborto. Ma questo non è mai avvenuto. Questo è il primo punto fondamentale che bisogna ricordare per parlare con onestà del pensiero del direttore de Il Foglio. Certamente lui è contrario all’interruzione volontaria della gravidanza ma non mette in dubbio la validità di una legge dello stato che ha significato strappare le donne dalle mani delle mammane e di medici senza scrupoli. E Ferrara è anche contrario all’eugenetica, ossia, all’ipotesi di poter aver un figlio bello, sano e robusto. Ed è contrario anche alla politica demografica asiatica che si basa proprio sull’aborto per il controllo delle nascite. Per Ferrara bisogna tutelare il diritto alla nascita, ossia, i più forti devono tutelare i diritti dei più deboli che in questo caso sono i bambini. Monsignor Mainolfi per questo motivo lo ha nominato defensor vitae e lo ha paragonato ad un Mosè del terzo millennio. Il direttore de IL Foglio vuole portare questa battaglia in parlamento e per questo si prepara a presentare delle liste in tutta Italia. Per questo motivo sarà sicuramente oggetto di attacchi quando infurierà la campagna elettorale ma lui non è certamente un agnellino. E, probabilmente, in molti non sapranno come rispondergli quando ricorderà che nel 1981, il padre del pensiero laico, Norberto Bobbio, poneva più o meno le stesse tematiche sulla tutela del diritto di nascita. Insomma la sua non è una crociata oscurantista contro le donne ma è una battaglia che pone dei problemi etici e morali a tutti noi. Un pensiero difficile ma come diceva un altro grande filosofo laico, pensare è sempre andare oltre , pensare è sempre trasgredire.

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