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Martedì, 7 Ottobre 2008
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ITALIA. Al via i riti del giovedì santo.
Oggi si entra nel vivo delle celebrazioni della Santa Pasqua. Il giovedì santo è la giornata dedicata ai sepolcri, alla preghiera, alla carità e all’adorazione. In tutte le chiese cattoliche oggi si celebra la messa in cena domini, una liturgia che ricorda l’ultima cena di Gesù con i suoi apostoli nel corso della quale istituì L’ Eucarestia ed il sacerdozio ministeriale. Tutti i riti della santa Pasqua sono pieni di significati teologici molto profondi che, poi si ripetono e sintetizzano, in ogni funzione religiosa. Ma fondamentali sono quei due momenti che ricordiamo oggi, in cui il Figlio di Dio spezza il pane e versa il vino, dandolo ai suoi discepoli e a noi tutti in remissione dei peccati. Quel pane diventa il suo corpo, quel vino diventa il suo sangue, versato per noi e per tutti per liberarci dalla schiavitù del peccato e per regalarci la salvezza dell’anima. Quell’ultima cena che si svolse duemila anni fa in una casa di Gerusalemme è, forse, il compimento della missione terrena di Gesù Cristo anche se da lì a poche ore per lui si prospetteranno dei momenti terribili. Il tradimento, l’arresto, il processo, la flagellazione, l’umiliazione ed, infine, la morte, tra atroci tormenti, su una croce di legno. Due sono i momenti fondamentali della liturgia di oggi. Il primo dopo l’omelia, quando i presbiteri effettuano la lavanda dei piedi. E, poi, alla fine della messa, quando gli altari di tutte le chiese vengono spogliati per far risaltare quello della Reposizione. E’ quello, cioè, dove viene conservata l’Eucarestia. La tradizione popolare lo chiama Sepolcro ma si tratta di un’interpretazione sbagliata perché L?Eucarestia è il segno sacramentale di Gesù vivo e risorto e non, dunque, un sepolcro che simboleggia la morte del figlio di Dio. L’adorazione dei fedeli è rivolta, quindi, verso il mistero del pane che diventa carne e del vino che diventa sangue. L’eucarestia viene conservata nell’altare della Reposizione sino alla notte della veglia pasquale perché domani venerdì santo non ci sarà la comunione. L’ostia sacra verrà distribuita di nuovo a Pasqua quando Cristo risorto dopo tre giorni dalla sua morte, avrà sconfitto definitivamente il peccato, donando la salvezza all’umanità.
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