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Sabato, 4 Luglio 2009
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AVELLINO. Ancora critiche alla gestione del Partito Democratico.
L'unico momento veramente democratico del costituendo Pdsono state le primarie del 14 ottobre. Nel Pd Avellinese dopo la fuoriuscita di De Mita e dei "demitiani", nonostante l'impegno della presidente Wanda Grassi, hanno avuto spazio all'interno del partito nomi e forze non legittimate dalle primarie stesse. Tutto ciò ha determinato confusione e uno svolgimento disarticolato della campagna elettorale. Si sta creando un partito in cui le componenti istituzionali sono prevalenti con troppo presenzialismo dei sindaci, dei consiglieri provinciali e della presidenza della provincia, delegittimando l'assemblea provinciale degli eletti con le primarie. L'assenza del coordinatore provinciale ha determinato la nascita di un gruppo dirigente coincidente esclusivamente con le istituzioni e non con la volontà popolare espressa nel voto del 14 ottobre. Il risultato nazionale del Pd nell'ultima tornata elettorale non è stato deludente in termini assoluti. Certamente Veltroni ha perso la partita con l'elettorato moderato del centro che ha preferito il Pdl. Il Pd ha captato parte del voto della sinistra radicale e degli "antiberlusconiani", anche nella nostra provincia, dove si è avuto una discreta affermazione del Pd, i voti sono venuti prevalentemente dalla sinistra, vista la notevole affermazione della lista dell'unione di Centro. Il Pd non è stato giudicato credibile, nella novità delle proposte e degli uomini, dall'elettorato moderato deluso dal governo Prodi. Tutti questi motivi non sono sufficienti a spiegare i venti punti di percentuale che separano il Pd dal Pdl nella nostra regione. Qui hanno certamente giocato i ritardi nell'organizzazione del partito e le debolezze che hanno segnato la formazione delle liste. E' mancata la possibilità di selezionare, in un quadro di scelte condivise, coerenti ed equilibrate, candidature di discontinuità ma radicate nelle forze sociali e nelle realtà territoriali, in grado di rappresentarne le istanze del cambiamento e partecipazione. Finita la campagna elettorale è giusto che l'assemblea degli eletti riprenda il proprio ruolo, eleggendo un gruppo di garanti coerenti con il voto delle primarie del 14 ottobre, con il compito di traghettare il partito verso il congresso, vigilando sul regolare svolgimento sia delle assemblee comunali che del congresso stesso. E' infatti necessario ripristinare le regole democratiche sancite dallo statuto nazionale e regionale che nelle ultime assemblee sono state disattese, recuperando l'entusiasmo e la partecipazione degli elettori e dei simpatizzanti e il tempo perduto per la costruzione del partito a causa della caduta del governo Prodi e la impellenza delle elezioni. Non è possibile che in un'assemblea democratica, come quella del Pd avellinese dei giorni scors,i si impedisca di parlare a chi il partito lo vuole veramente costruire, forte del mandato delle primarie. Anna Marro Delegata Nazionale del Partito Democratico Le Ultime Notizie in Politica |