Sabato, 4 Luglio 2009

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AVELLINO. Ancora critiche alla gestione del Partito Democratico.
, Venerdì 25 Aprile 2008 - 20:00.
L'unico momento veramente democratico del costituendo Pd
sono state le primarie del 14 ottobre. Nel Pd Avellinese
dopo la fuoriuscita di De Mita e dei "demitiani",
nonostante l'impegno della presidente Wanda Grassi, hanno
avuto spazio all'interno del partito nomi e forze non
legittimate dalle primarie stesse. Tutto ciò ha
determinato confusione e uno svolgimento disarticolato della
campagna elettorale. Si sta creando un partito in cui le
componenti istituzionali sono prevalenti con troppo
presenzialismo dei sindaci, dei consiglieri provinciali e
della presidenza della provincia, delegittimando l'assemblea
provinciale degli eletti con le primarie. L'assenza del
coordinatore provinciale ha determinato la nascita di un
gruppo dirigente coincidente esclusivamente con le
istituzioni e non con la volontà popolare espressa nel
voto del 14 ottobre.
Il risultato nazionale del Pd nell'ultima tornata elettorale
non è stato deludente in termini assoluti. Certamente
Veltroni ha perso la partita con l'elettorato moderato del
centro che ha preferito il Pdl. Il Pd ha captato parte del
voto della sinistra radicale e degli
"antiberlusconiani", anche nella nostra provincia, dove
si è avuto una discreta affermazione del Pd, i voti sono
venuti prevalentemente dalla sinistra, vista la notevole
affermazione della lista dell'unione di Centro. Il Pd non
è stato giudicato credibile, nella novità delle proposte
e degli uomini, dall'elettorato moderato deluso dal governo
Prodi. Tutti questi motivi non sono sufficienti a spiegare i
venti punti di percentuale che separano il Pd dal Pdl nella
nostra regione. Qui hanno certamente giocato i ritardi
nell'organizzazione del partito e le debolezze che hanno
segnato la formazione delle liste. E' mancata la
possibilità di selezionare, in un quadro di scelte
condivise, coerenti ed equilibrate, candidature di
discontinuità ma radicate nelle forze sociali e nelle
realtà territoriali, in grado di rappresentarne le istanze
del cambiamento e partecipazione.
Finita la campagna elettorale è giusto che l'assemblea
degli eletti riprenda il proprio ruolo, eleggendo un gruppo
di garanti coerenti con il voto delle primarie del 14
ottobre, con il compito di traghettare il partito verso il
congresso, vigilando sul regolare svolgimento sia delle
assemblee comunali che del congresso stesso. E' infatti
necessario ripristinare le regole democratiche sancite dallo
statuto nazionale e regionale che nelle ultime assemblee
sono state disattese, recuperando l'entusiasmo e la
partecipazione degli elettori e dei simpatizzanti e il tempo
perduto per la costruzione del partito a causa della caduta
del governo Prodi e la impellenza delle elezioni.
Non è possibile che in un'assemblea democratica, come
quella del Pd avellinese dei giorni scors,i si impedisca di
parlare a chi il partito lo vuole veramente costruire, forte
del mandato delle primarie.
Anna Marro
Delegata Nazionale del Partito Democratico

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