|
|
Venerdì, 21 Novembre 2008
Iscriviti alla Newsletter
Cerca nel sito
|
BENEVENTO. Ricordato Aldo Moro a trent’anni dalla sua morte
Il nove maggio saranno trascorsi esattamente trenta anni dall’omicidio di Aldo Moro, ucciso dalle brigate rosse dopo 55 giorni di prigionia. In questo periodo la storia del mondo e della nostra Italia è profondamente cambiata ma quel delitto resta ancora fissato nella nostra memoria o meglio nella memoria di chi anche da piccolo ha respirato l’aria di quei giorni. Giorni di piombo, giorni in cui si veniva uccisi nelle strade perché si indossava una divisa, perché si scriveva la verità su i giornali, perché si denunciavano le infiltrazioni di questi assassini nelle fabbriche, perché si faceva il proprio dovere o perché si disegnava un futuro diverso, un futuro nel quale il nostro paese potesse diventare una democrazia compiuta con un’alternanza democratica, Aldo Moro era uno di queste persone ma era anche una persona dolce, profondamente, attaccata alla sua famiglia. Chi ha letto le lettere che ha inviato ai suoi familiari dalla fantomatica prigione del popolo sa bene di come anche con le parole, quello statista sapeva accarezzare il cuore dei suoi cari. La stessa dolcezza che sembra avere ereditato la figlia Agnese che oggi ha preso parte ad una messa in suffragio del padre che si è celebrata nella basilica della Madonna delle Grazie di Benevento. E’ imbarazzante il sorriso che ci rivolge quando le chiediamo l’intervista perché la nostra mente va alla sofferenza che lei insieme ai suoi familiari deve aver patito in quei terribili giorni. E soprattutto a cosa deve aver provato quando ha capito che il suo papà doveva morire. Nessuno voleva vivo Aldo Moro. Il presidente della democrazia cristiana doveva essere ucciso perché lo stato non poteva legittimare un partito armato. Non si poteva trattare perché nel giorno del sequestro erano caduti tutti gli uomini della sua scorta, non si poteva concedere niente agli assassini, solo il sangue di un innocente. Trenta anni dopo è cambiato tutto. Non c’è più il muro di Berlino, la democrazia cristiana è sparita. un ex missino è presidente della camera dei deputati e nel parlamento non ci sono più esponenti della sinistra marxista. A raccontare cosa è avvenuto in quei giorni sono soprattutto gli ex brigatista. Sono sempre loro a tenere banco. Forse qualcuno li apprezza, li immagina come dei Robin Hood, ma sono solo dei vili e nessuno di loro avrà mai il sorriso di Agnese Moro. Un sorriso consapevolmente sereno, il soriano della figlia di una vittima innocente e di una persona per bene.
Le Ultime Notizie in Attualità |