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Martedì, 7 Ottobre 2008
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BASKET: PLAYOFF; FESTA AVELLINO, SEMIFINALE ED EUROLEGA
Fa festa Avellino che in gara tre chiude i conti con Capo d'Orlando e approda alle semifinali della poule scudetto e nel frattempo ottiene la storica qualificazione in Eurolega. Vittoria meritata che lascia alla Pierrel l'onore delle armi, per l'orgoglio con cui si è battuta anche stasera, ma nulla oggettivamente avrebbe potuto contro una squadra, quella del presidente Vincenzo Ercolino e di coach Boniciolli, capace di imprimere la svolta vincente ad ogni match grazie ad un roster che continuerà a dare filo da torcere alle sfidante per lo scudetto. Il merito dell'Air sta nel costruire la vittoria con pazienza, senza smanie di chiudere anticipatamente il match e a cinque minuti dalla fine piazza la zampata decisiva: difesa a zona che confonde non poco Capo d'Orlando, ripartenze spietate in contropiede e canestri che fioccano, con Smith in condizioni stellari. Gara 3 che si chiude già quando mancano 3'40" alla sirena: sul punteggio di 82-67, il coach dell'Orlandina, Romeo Sachetti, concede la meritata standing ovation a Gianmarco Pozzecco, che chiude ad Avellino una carriera straordinaria con l'applauso di tutto lo straripante pubblico del "Pala Del Mauro". La Pierrel resta in partita un tempo: difesa arcigna nella prima frazione che lucra sui non perfetti rientri difensivi dei padroni di casa, nei quali Wallace si esalta nel tiro da tre con Avellino che comunque rimedia con le "bombe" di Green e Burlacu. Ancora Burlacu in cattedra nel secondo quarto, due triple confezionate su assist di Green, e con Williams sempre meno arginabile, Avellino guadagna il primo apprezzabile vantaggio, più dieci, 43-33 a meno 1', ma Capo d'Orlando non molla e pur realizzando soltanto dodici punti, con Poz guadagna punti preziosi dalla lunetta. Al rientro in campo per il secondo tempo, scintille tra Wallace e Burlacu, sanzionati con un doppio antisportivo. Subito dopo Mehja viene sanzionato con un fallo tecnico e successivamente se ne carica un altro per fallo su Smith. Sono segnali evidenti di nervosismo degli ospiti sui quali Avellino prova a prendere il largo ma non si libera della Pierrel che dimostra di esserci: a 2'31 della terza frazione, riduce lo svantaggio a meno 1, 60-58. I padroni casa riprendono a dare regolarità all'attacco, sugli scudi in questa fase Smith, e piazzano un mini-parziale di più otto, 69-61, a cinquanta secondi dalla sirena. Da questo momento in poi, non c'é più storia: Capo d'Orlando si inchina sostanzialmente alla forza dell'avversario e per Avellino il cammino verso la semifinale è una tranquilla discesa tra il pubblico in delirio.
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