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Mercoledì, 20 Agosto 2008
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VALLE CAUDINA. Oltre 160 milioni di euro per finanziare i due lotti conclusivi dell’asse attrezzato.
Finalmente, ci sono i fondi. Soldi veri per completare l’asse attrezzato Paolisi – Pianodardine. Un’arteria di comunicazione che strappa la Valle Caudina Irpina dall’atavico isolamento da Avellino, capoluogo di provincia, patrigno ed egoista verso questa parte del suo territorio. Ma non è solo questo, anzi, questa è soltanto una parte delle grandi opportunità che si aprono con il completamente della strada a scorrimento veloce. La sua realizzazione significa, ad esempio, far decollare la zona Asi di Cervinara che sino ad oggi ha visto l’insediamento solo di pochi coraggiosi imprenditori locali. Significa dare linfa vitale a tutti quei comuni che sono tantissimi, i quali hanno realizzato le aree di insediamento produttivo lungo la strada, scommettendo sulla sua realizzazione. Significa decongestionare la zona Asi di Avellino che oramai non ha più spazi sufficienti per nuovi insediamenti. Ma vuole anche dire far diventare la Valle baricentrica rispetto alla viabilità regionale perché basta solo un balzo per allacciare l’asse attrezzato alla fondo Valle Isclero e da qui alla Teleze – Caianello. Per il completamento dell’asse attrezzato mancano due lotti e questa mattina, il presidente dell’Asi di Avellino, l’ingegnere Pietro Foglia, nel corso di una conferenza stampa ha annunciato che entrambi i lotti sono stati finanziati. Il primo che sarebbe il terzo, quello , ossia, che da Roccabasceranza arriva sino ad Altavilla Irpina, ha ottenuto i fondi residui del Por Campania, 2000/2006. Si tratta di un finanziamento da 68 milioni e mezzo di euro per realizzare cinque chilometri e mezzo di strada e tra questi un viadotto lungo ben novecento metri. Il quarto che arriva nel cuore della zona industriale di Avellino è stato finanziato con i fondi Por 2007/2013 per un intervento da 98 milioni di euro per realizzare circa dieci chilometri di strada. Ed il fatto importante è che i lavori per il completamento dei due lotti possono cominciare in contemporanea anche se dovranno essere banditi due appalti separati. Tempo cinque anni e per arrivare al nucleo industriale di Avellino dalla Valle Caudina ci si impiegherà circa venti minuti dimezzando i tempi di percorrenza attuale e soprattutto su un’arteria completamente diversa dalla mulattiera di oggi. Nessun regalo per la Valle Caudina, solo che questa volta non poteva essere scippata, soprattutto grazie all’ottimo lavoro effettuato dall’Asi di Avellino, presieduta da Pietro Foglia, che nel progetto di completamento ci ha sempre creduto. Il terzo lotto era l’unica opera finanziabile in provincia di Avellino, con i residui di spesa proprio perché la progettazione, curata dall’ingegnere Marotte, non ha lascito nulla al caso. Stessa cosa vale anche per il quarto lotto ed ottenere tutti i nulla osta non è stato per nulla semplice. Si avvia verso la fine una storia lunga ben 22 anni, condita da scippi e da rapine,da parte della classe politica provinciale e regionale. Era il 1986, infatti, quando sono iniziati i lavori del primo lotto della strada che da Tavernole di Paolisi, ossia, dalla strada statale Appia arriva sino a San Martino. Il primo intervento era costato circa 30 miliardi delle vecchie lire. Ma devono passare ben 15 anni per avviare i lavori del secondo che è stato completato ed arriva sino a Roccabascerana, per un valore di 30 milioni di euro. Ora per la Valle Caudina si aprono nuovi interessanti scenari di sviluppo non solo industriale ma anche turistico.
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