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TUMORI: POLMONE, SOS SIGARETTE LIGHT, PIU’ PERICOLOSE
, Sabato 31 Maggio 2008 - 13:01.
Non è assolutamente vero che "fumare più leggero" fa meno male. Al contrario: le sigarette light e quelle con filtro, ritenute comunemente meno pesanti e dunque meno dannose di altre, rappresentano infatti un pericolo ancora maggiore, essendosi dimostrate la causa di tipologie di tumore al polmone più aggressive e letali. A mettere in guardia da un luogo comune tanto errato quanto pericoloso, è il direttore del dipartimento di oncologia dell'ospedale Moscati di Avellino, Cesare Gridelli, facendo il punto sulle novità nel trattamento di questa patologia in occasione del congresso della società americana di oncologia (Asco). Con 1,2 milioni di nuovi casi l'anno nel mondo (e circa un milione di decessi), 400 mila nell'Ue e 35 mila in Italia, il tumore al polmone si conferma una delle neoplasie più diffuse ma anche più difficili da trattare. La prima causa, spiega Gridelli, "é il fumo da sigaretta, e stiamo oggi assistendo ad un fenomeno allarmante: l'uso sempre più diffuso di sigarette light e con filtro ha determinato un cambiamento nella tipologia dei tumori al polmone più diagnosticati. Con le light, infatti, il fumatore tende ad aspirare più profondamente, coinvolgendo la zona bronchiale, ovvero quella più profonda. Qui le cellule hanno mostrato una risposta diversa al fumo da sigaretta e si è osservata una maggior insorgenza di adenocarcinomi, ovvero un tipo di cancro al polmone molto più aggressivo e che dà più facilmente metastasi. Un dato - afferma Gridelli - confermato da un recente studio Nord europeo". Dunque, se il consiglio resta sempre quello di abbandonare la rischiosa abitudine al fumo, gli oncologi lanciano l'allarme sulle sigarette light, invitando soprattutto i giovani a non illudersi circa una loro minore pericolosità. Il tumore al polmone, avverte Gridelli, "resta uno dei più gravi: solo il 15-20% è operabile e la sopravvivenza a cinque anni, seppure in crescita, è del 50%". Ma la ricerca sta facendo passi avanti: si registra infatti un aumento di sopravvivenza tra i pazienti, un miglior controllo della malattia e sono sempre più le nuove molecole terapeutiche messe a punto. Nuove speranze, afferma Gridelli, "arrivano oggi dalla molecola bersaglio mirato Erlotinib: nello studio Trust su sette mila pazienti, presentato all'Asco, si è infatti visto che in combinazione con la chemio si ha un aumento di sopravvivenza senza progressione della malattia ed un tasso di controllo della patologia del 70%". Passi avanti anche sul fronte dei cosiddetti farmaci inibitori dell'angiogenesi, che "affamano" cioé il tumore, facendolo regredire: "Studi sulla nuova molecola Bevacizumab, che agisce proprio in questo modo - conclude Gridelli - danno risultati incoraggianti e il farmaco arriverà in Italia nei prossimi mesi".

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