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Giovedì, 21 Agosto 2008
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IRPINIA. La nomina di Abate nella giunta provinciale un riconoscimento non un regalo.
Strumentalizzare le parole di chi fa informazione e calarle in faide politiche e vendette personali è uno dei tanti segni di come la nostra società stia precipitando sempre più verso il basso. E’ capitato anche a noi di essere tirati per i capelli in una storia del genere e, quindi, è sacrosanto mettere alcuni paletti. La vicenda riguarda il presidente della comunità montana del Partenio, Palerio Abate, il quale è in predicato di essere nominato assessore alla provincia di Avellino, nella quota che spetta a coloro che sono rimasti fedeli a Ciriaco De Mita che in questa terra conta ancora tante persone. L’attacco del servizio era: Salvate il soldato Abate ma non voleva, assolutamente, significare, come molti hanno voluto far credere, salvate la poltrona a Palerio Abate. Un ruolo di primo piano nella giunta provinciale, il presidente della Partenio se lo è meritato sul campo, per la sua lunga ed instancabile attività a favore del territorio. Se arriverà la nomina ad assessore Abate, a differenza di altri, oltre a meritarle ha le capacità per ricoprire quel ruolo. Da sei anni ricopre la carica di presidente della Partenio e all’ente ha dato visibilità, dignità e competenze. E’ stato, senza ombra di dubbio, il miglior presidente della comunità montana negli ultimi 15 anni.In questo periodo ha saputo sfatare tanti luoghi comuni sugli enti montanti, facendo diventare la Partenio il soggetto trainante per lo sviluppo del territorio. Purtroppo, sul suo cammino, ha incontrato la rigidità di tanti amministratori locali legati solo al proprio campanile. Ma, nonostante questo, ha continuato ad agire in modo indefesso. Basti pensare alla sua idea guida della città caudina che potrebbe diventare fondamentale per lo sviluppo della Valle se i sindaci ne comprenderanno la portata. Ma bisogna ricordare anche le battaglie a difesa del territorio, come ad esempio, quella per l’istituzione del parco o per il completamente della strada a scorrimento veloce. Molti amministratori solo ora capiscono la portate di far trovare il proprio comune in una zona protetta ed i benefici che se ne possano ricavare. Abate difendeva il parco già 15 anni fa quando era solo un giovanissimo amministratore di San Martino Valle Caudina. La nomina ad assessore, quindi, non sarebbe per nulla un regalo ma solo un sacrosanto riconoscimento. Ed anche la scelta politica che ha fatto nella scorsa primavera deve essere rispettata perché Abate in una formazione come il partito democratico che, comunque, fa il bello ed il cattivo tempo in Irpinia ci avrebbe solo guadagnato. Insomma per continuare con la similitudine del soldato, il presidente Abate da soldato ha combattuto tante battaglie e ne ha fatte vincere diverse alla collettività. Cosa che molti amministratori caudini ed irpini non possono assolutamente dire..
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