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Avellino. Sos da unione industriale e sindacati per non perdere i fondi euriopei.
, Lunedì 16 Giugno 2008 - 13:12.
Gli industriali non chiedono finanziamenti a pioggia o a fondo perduto ma in una sinergia perfetta con i sindacati perorano una strategia complessiva di sviluppo dell’Irpinia, attraverso l’utilizzo dei fondi europei 2007/2013 che rischiano di essere impiegati in tutt’altre vicende. L’ Sos arriva nel corso di una riunione all’unione industriale di Avellino, dove il padrone di casa, il presidente Silvio Sarno, affiancato dal direttore di confindustria, Maioli e dai rappresentanti di Cisl, Melchionna, Uil, Festa e De Stasio Cgil, hanno incontrato i rappresentanti dei media locali per lanciare l’allarme, Un allarme che non vuole essere una sterile contrapposizione dialettica con la provincia di Avellino, come è potuto sembrare, in questi giorni ma un segnale forte per dire che senza alcune infrastrutture l’Irpinia può dire addio allo sviluppo industriale. Un allarme fondato su i fatti e sulle carte perché è stato presentato un dettagliato dossier dove rispetto alla programmazione europea non c’è traccia di richieste di finanziamento per la rete autostradale per la Contursi – Lioni- Grottamindarda, per l’alta capacità ferroviaria e per il potenziamento delle linee esistenti. Come non c’è traccia di richieste per le infrastrutture immateriali come la banda larga di cui le aziende hanno tanto bisogno per agire localmente e pensare globale. Per il momento per la provincia di Avellino, al nucleo di valutazione su i fondi Por, risultano essere stati presentati solo due progetti uno per quanto riguarda un parco etologico e l’altro per la ristrutturazione di una chiesa. Non è poco, è niente ma quello che Sarno, Melchionna, Festa e De Stasio ribadiscono, con parole diverse ma che hanno lo stesso senso, è che non esiste alcune idea guida, non esiste una cabina di regia, non c’è niente. I comuni si affrettano a presentare progetti per infrastrutture come la piscina comunale mentre le provincia insegue idee diverse di sviluppo come l’enogaostronomia ed il turismo. Idee che possono essere anche valide ma che cancellano ogni idea di sviluppo industriale e le prospettive di decollo del territorio. Unione industriale e sindacati sono tre anni che chiedono una tavolo, una cabina di regia per mettere in campo progetti in comune ma tutti sono rimasti sordi ai loro appelli. Sono rimasti sordi la presidente De Simone, il sindaco Galasso, quasi tutti i sindaci della provincia e la deputazione regionale e nazionale. Ed ora? Nonostante tutto c’è ancora tempo ma bisogna fare in fretta. C’è la necessità che l’appello degli industriali e dei sindacati venga accolto al più e non più rimandato. CGI, CISL e UIL, propongono anche un’assemblea con tutti i sindaci del territorio e non escludono azioni eclatanti, come potrebbe essere uno sciopero generale. Anche Confindustria è pronta a tutto e a sedersi a qualsiasi tavolo perché se, queste richieste non dovessero essere accolte, l’unica via di uscita per gli imprenditori irpini è quello di far armi e bagagli ed andare ad investire in altre realtà. Altre vie di uscita non ce ne sono. La richiesta è netta e chiara ora tocca rispondere e farlo il più presto possibile.






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