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Sabato, 30 Agosto 2008
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AVELLINO. Ancora clima di incertezza per l’ato calore irpino.
L’eccesso di legislazione e di politicizzazione che impazza nel nostro paese paralizza il funzionamento degli enti. L’esempio eclatante arrivo dall’ente d’ambito Calore Irpino. Un ente nato con scopi nobili, quello di regolarizzare e razionalizzare l’intero ciclo integrato della acque. Un fatto estremamente importante per l’Irpina ed il Sannio che hanno delle importantissime risorse idriche. Ma il governo, già quello Prodi, aveva deciso, in nome dei costi della politica, di sopprimere gli enti d’ambio e passarne le prerogative alla regione. A sua volta, però, la regione Campania ha deciso di tenerli in vita ma provincializzarli. La decisione finale su questa vicenda dovrebbe arrivare la settimana prossima. Per questo motivo, quindi, l’assemblea dei sindaci dell’ Ato Calore Irpino, convocata questa mattina ad Avellino per eleggere il nuovo consiglio di amministrazione, si è trovata nell’impossibilità di farlo. Ed è così da diversi mesi mentre l’attuale cda è di fatto dimezzato perché il presidente Pasquale Giuditta si è dimesso dalla carica e l’assemblea non ha proceduto alla nomina dei membri di Ariano Irpino e del comune di Avellino. E così l’assise si è potuta occupare solo della stabilizzazione di alcuni dipendenti e del piano triennale. Ma il clima di incertezza resta.
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