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AVELLINO. I Popolari-Margherita per la Costituente di Centro tornano sulla rappresentatività negli enti.
, Sabato 5 Luglio 2008 - 18:50.
Esprimiamo la nostra piena solidarietà a Donato Madaro, spinto alle dimissioni dalla guida del Consiglio di Amministrazione dell’Alto Calore, e condanniamo nel merito e nel metodo l’atteggiamento assunto da chi, disattendendo il criterio della competenza e della efficienza degli enti, con un colpo di mano sta tentando la scalata al potere riportando così la provincia di Avellino indietro nel tempo. Lo dimostra il fatto che non si è avuto nemmeno il coraggio ed il buonsenso di spiegare e motivare al decaduto Consiglio di Amministrazione ed alla opinione pubblica perché due consiglieri si sono dimessi dalla carica medesima.

In una nota i Popolari-Margherita per la Costituente di Centro tornano sul tema della rappresentatività negli enti ed evidenziano che quanto sta accadendo suona come una provocazione che rischia di innescare una reazione a difesa dei principi violati. Tutti gli atti compiuti dalla gestione affidata al manager Donato Madaro sono stati approvati alla unanimità – continua la nota - non sono mai state esercitate censure di natura tecnica e questo prova che Madaro rispondeva al criterio della competenza, individuato all’atto della sua nomina  per dare all’ente l’efficienza necessaria e rispondere agli interessi legittimi dei cittadini.

Appare, dunque, evidente che è in atto una corsa sfrenata al potere, che non si giustifica in alcun modo, nonostante il tentativo di aggrapparsi sugli aggrovigliati ragionamenti avviati in questi giorni sulla rappresentanza negli enti, mentre fino ad ora la posizione tenuta dai Popolari-Margherita negli enti e nelle istituzioni è stata di responsabilità e fino a questo punto volta a non rispondere alle provocazioni.

Il Partito democratico non rappresenta la totalità della politica, ma solo una parte di essa e quel dato lo obbliga a ragionare con le altre forze politiche. La Margherita aveva avviato un processo nuovo, che legava la scelta dei rappresentanti al criterio della competenza ed è per quella ragione che avevamo deciso di aprire alla società civile, ma il colpo di mano realizzato dal Pd in questi giorni tradisce quelle indicazioni, manifesta una volontà diversa e dà la misura di come il Partito democratico oggi si tenga in piedi solo sulla logica di distribuzione del potere.




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