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Venerdì, 21 Novembre 2008
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AVELLINO. Alberta De Simone contro i demitiani.
Trappola, tranello, tradimento e rapina. Alberta De Simone beve il calice amaro delle dimissioni dei 17 consiglieri ma non le manda certo a dire ai demitiani. In una conferenza stampa, che si è svolta nell’aula consiliare di palazzo Caraccilo e con la sua giunta schierata ricostruisce tutte le tappe che hanno portato i consiglieri provinciali dei popolari verso l’unione di centro firmare le dimissioni con quelli dell’opposizione di centro destra. Un colpo basso, anzi di più un vero e proprio tranello perché mentre la presidente della provincia di Avellino attendeva che gli alleati gli dessero il nome dell’assessore gli stessi erano in combutta per firmare le dimissioni. Una vera e propria combine anche scorretta perché non si è preferito firmare una mozione di sfiducia che si sarebbe dovuta discutere in consiglio e poi votare. Secondo la De Simone proprio il dialogo alla luce del sole si è voluto evitare.ma questa combine ha portato, inevitabilmente, verso destra Ciriaco De Mita e tutti coloro che lo hanno seguito. Sino a quando lei sarà membro della direzione nazionale del partito democratico non ci sarà nessuna alleanza possibile in nessun ente con i demitiani. Su questo è categorica ed inamovibile. Eppure la stessa De Simone ricorda come lei in quattro anni ed un mese da presidente della provincia di Avellino ha dovuto disinnescare ben cinque crisi innescata sempre dal leader di Nusco. Insomma la sua è stata una poltrona bollente sulla quale si era seduta lasciando quella più comoda della camera dei deputati. Ma lo aveva fatto per difendere l’Irpinia e la sua gente ed ora in nome di questa difesa si procederà alla surroga dei consiglieri dimissionari attendendo che il ministero degli interni si esprima. Ma una cosa è certa tra Alberta De Simone ed i deimiitani si è aperto un solco incolmabile.
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