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AVELLINO. Luigi Magni apre Aspettando Giffoni.
, Martedì 8 Luglio 2008 - 19:29.
Nell’Anno del Signore, In Nome del Papa re, Tosca, Arrivano i bersaglieri sono solo alcuni dei titoli della filmografia di Gigi Magni uno dei grandi maestri del cinema italiano. Magni, accompagnato dalla sua inseparabile moglie,,la costumista Lucia Mirisola ha aperto la rassegna Aspettando Giffoni 2008 che anche quest’anno si svolge nell’auditorium del Banca della Campania, alla collina dei Liguorini ad Avellino. Il maestro ha ricevuto il premio Immagine e Comunicazione ed ha inaugurato la mostra a lui dedicata che comprende locandine d’epoca, foto dai seti, alcuni bozzetti di scena ed anche alcuni costumi, tutti realizzati dalla moglie. Parlare di Luigi Magni significa raccontare una cinematografia che affonda le radici sul Tevere che fa della romanità il suo tratto distintivo e che, però, riesce ad affascinare il mondo intero. Tutti i più grandi attori italiani sono stati diretti da Magni, Gassman, Mastroiani,Sordi, Tognazzi, Vitti, Cardinale, Enrico Maria Salerno,Salvo Randone. Enzo Cerusico, solo per citarne alcuni e non fare torto a nessuno, ma, probabilmente, il suo modo di vedere il cinema è legato indissolubilmente a Nino Manfredi. Il grande Nino sotto la sua regia diventa Cornacchia, il ciabattino che è anche Pasquino, ma anche un carbonaro, un cardinale,. Un umile ed un potente, personaggi che a volte riescono ad arrivare a punte di grande poesia. . Rivedere oggi i film di Magni non vuol dire abbracciare la nostalgia ma assistere a dei veri e propri capolavori. Basti pensare al suo presunto anticlericalismo che non era questo ma contrarietà assoluta al potere temporale della chiesa . Oggi che si parla tanto di libertà religiosa ci si accorge che il suo messaggio davvero non tramonta mai. Il cinema di Magni è un cinema che racconta la storia, quella vera, attraverso le storie di umili e potenti, questi ultimi messi alla berlina in modo sagace e scherzoso. Rivedere Sordi che tenta di redimere i carbonari, Tardini e Montanari, nel film Nell’Anno del Signore è qualcosa che travalica il semplice divertimento. Ed il maestro ci ha raccontato che Sordi, fervente cattolico voleva a tutti i costi che i due si convertissero ma non fu così nella storia e non fu così nel film. Sempre a proposito di questo film, si conclude che l’immagine di una lapide messa in piazza del popolo a Roma i ricordo di questi due martiri della libertà, quando la proiezione si concludeva, tutti gli spettatori dei cinema romani, correvano a vederla perché non sapevano che ci fosse. Questi due aneddoti ci raccontano il valore del regista che anche oggi è una persona scherzosa e che ha un rapporto con la moglie davvero splendido. Sembrano un comico ed una spalla usciti da una scena di un suo film.

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