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Sabato, 30 Agosto 2008
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AVELLINO. Ciriaco De Mita tra costiuente di centro e crisi politiche locali.
All’orizzonte c’è la costituente di centro ed un sistema elettorale proporzionale alla tedesca. Le vicende locali, quindi, sembrano davvero minime e passare in secondo piano ma gli amministratori irpini attendevano da Ciriaco De Mita dei giudizi e delle parole sulle ultime vicende che si sono consumate e il leader ha sfoderato uno dei suoi famosi ragionamenti, lungo più di un’ora. L’appuntamento era questa mattina nella sede dei popolari verso l’unione di centro ad Avellino e praticamente c’era il pubblico delle grandi occasioni. La sede era stracolma, c’era un caldo asfissiante e tanti non hanno trovato posto. Ad aprire il dibattito è stato Giuseppe De Mita, il quale ha ricostruito tutte le fasi che hanno visto i popolari tentate prima di sfiduciare il sindaco di Avellino Galasso, non riuscendoci e poi mandare a casa la presidente della provincia, Alberta De Simone. Entrambe le questioni non sono stati atti frutto di un colpo di sole estivo ma ben meditati perché né Galasso nè la De Simone e, quindi, neanche il pd, hanno voluto dare un riconoscimento politico alla nuova forza. Per quanto riguarda le alleanze alle prossime elezioni amministrativa, il nipote di Ciriaco ha ribadito che il partito starà attento a programmi e a quello che si vuole fare e sbaglia chi come il partito democratico pensa di fare una coalizione elettorale come la raccolta delle figurine Panini. Ma dopo Giuseppe è salito in cattedra Ciriaco De Mita che da qualche giorno è stato eletto tra gli otto saggi che devono preparare la costituente di centro. Il leader di Nusco , questa volta sembra titubante nel voler affrontare i fatti locali, anzi, è quasi infastidito. Comincia, quindi, con vicende nazionale dove si registra un dialogo fitto tra il pd targato D’Alema non quello di Veltroni e le forze di centro, come l’Udc che hanno lasciato Berlusconi. Secondo De Mita a settembre, il quadro politico attuale potrebbe registrare un’ulteriore svolta per questo lui crede sia davvero prematuro parlare ora di alleanze per le prossime elezioni amministrative. Ma certamente nessuno può chiedere di fidanzarsi con qualcuno che assolutamente non ti vuole. E poi affronta le vicende comune e provincia, ribadendo che lui era contrario a qualsiasi tipo di crisi e per evitarle aveva mandato degli emissari a Nicola Mancino ma le ragioni dei popolari verso l’unione di centro non sono state ascoltate. De Mita cerca anche di dare un consiglio alla classe dirigente del partito democratico, ossia, di pensare prima di parlare ed, infine, ribadisce che con la De Simone ha interrotto ogni rapporto anche sul lato umano. Ed ancora è sferzante verso l’ex ministro Nicolais al quale dice di prediligere di gran lunga Bassolino. Insomma ci sarà da attendere settembre per capire cosa faranno i demitiani in Irpinia. La loro collocazione da una parte e dall’altra potrebbe essere fondamentale per la vittoria di qualsiasi schieramento. Da come stanno le cose ora sembra che il dialogo con il pd sia molto difficile ma in politica mai dire mai. Per ora De Mita lavora a livello nazionale per combattere la politica dell’immagine a favore di quella dei contenuti poi in autunno tornerà ad occuparsi della cose della sua terra. E agli amministratori locali sembra chiedere soprattutto di resistere.
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