Martedì, 7 Ottobre 2008

Risponde alle tue esigenze la Scuola italiana come è oggi strutturata?

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BENEVENTO. La Flc Cgil risponde all’on.De Girolamo.
, Domenica 20 Luglio 2008 - 12:37.
Mi spiace che la De Girolamo si sia accorta solo oggi delle difficoltà in cui si troveranno le università, ed in particolare l’Università del Sannio, a seguito dei provvedimenti emanati dal governo.
Mi auguro sia solo un refuso giornalistico nel riportare la notizia, ma la parlamentare è convinta che il blocco del turn-over sia del 10%, per cui sarebbe possibile sostituire il 90% del personale cessato dal servizio; mi spiace doverla informare che Tremonti non si accontenta di un risparmio di così lieve entità: il blocco è al 20%. Vuol dire che su 10 lavoratori che escono ne potranno essere sostituiti 2!
Se avesse partecipato all’incontro con il personale docente e tecnico-amministrativo del 14 luglio a cui l’avevamo invitata, come CGIL CISL UIL dell’università, insieme agli altri parlamentari del PdL, forse avrebbe avuto un’informazione più precisa del contenuto del D.L. 112.
Ma purtroppo ne abbiamo dovuto parlare solo con i parlamentari del PD, Boffa e Pepe, presenti all’incontro, mentre i parlamentari del PdL hanno marinato l’incontro senza giustifica, tranne quella puntuale del Senatore Viespoli che attraverso la sua segreteria ha fatto sapere di avere altri impegni.
Le avremmo potuto spiegare che non è una questione solo di Atenei piccoli o grandi, di quelli giovani o con lunga tradizione. Si vuole mettere in discussione il ruolo pubblico della formazione attaccando scuola e università pubblica.
La De Girolamo non era ancora parlamentare quando a febbraio di quest’anno, a governo Prodi già morto, la Gelmini proponeva le assunzioni nella scuola direttamente a cura del Dirigente scolastico in barba a concorsi e graduatorie, quindi, al merito.
Oggi, però, dovrebbe aver partecipato alla “discussione parlamentare” con cui il Governo ha fatto capire che vuole un’Università trasformata in fondazioni. Sa dell’idea strana del suo governo di affidare a privati beni pubblici: palazzi, aule, laboratori, biblioteche delle università. In questo disegno il docente, dipendente pubblico regolato per legge, dovrebbe prestare il proprio servizio in un'istituzione privata, per poi essere pagato dallo Stato. E il dipendente tecnico-amministrativo, con la privatizzazione del rapporto di lavoro, non avrebbe più un contratto pubblico (università), ma si vedrebbe applicare un contratto privato; ma quale? Commercio? Turismo? come già accade in alcune Fondazioni, e perché non Metalmeccanico???
E lo studente? Non sfiora la nostra giovane parlamentare il dubbio che i tagli all’università si ripercuoterebbero immediatamente sulle tasse degli studenti?
Alla faccia dell’istruzione pubblica per tutti! Scuola e università di qualità solo per chi può permettersele in dispregio del dettato costituzionale che vuole le differenze, ma basate sul merito e non sul reddito!
Non università di qualità, come aspira ad essere l’Università del Sannio, che accompagnino lo sviluppo da troppo tempo atteso per i nostri territori, per la nostra gente, per i nostri figli, ma università di serie B per poveri e diseredati!.
 

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