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Venerdì, 21 Novembre 2008
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CAMPANIA. Il consigliere regionale Luigi Anzalone scrive al Segretario Nazionale del Partito Democratico On. Walter Veltroni
![]() Illustre Segretario, dunque, Antonio Bassolino che non ha firmato il Tuo appello «Salva-Italia» è, secondo quanto hai dichiarato o fatto intendere, un imperdonabile reprobo che dovrebbe rispondere al tribunale della sua coscienza di una così grave colpa; anzi, versione Beria-Nicolais, è un elemento antipartito, già di fatto fuori del PD. All’inverso, meritevoli di essere spada e usbergo di questa «provocatio ad populum» anti-berlusconiana sono, sempre a Tuo avviso, Nicolais, la Picierno, l’Armato e l’Incostante - da Te elevate, che Dio giammai Ti perdoni!, agli onori del Parlamento, anche se c’è pure la Carfagna e qualche impagabile segretaria, ma dove neppure per errore il popolo sovrano, libero di scegliere i suoi rappresentanti, li avrebbe mandati, come, per alcuni di loro (Incostante, Armato, ecc.), dimostrano le più recenti consultazioni. A me sembra, però, che le cose stiano in modo alquanto difforme. Innanzitutto non riesco a tacere che, in questa nuova squallida e miserevole campagna anti-Bassolino, che neppure il «generale agosto» ci ha risparmiato, si faccia strame della verità. E, si sa, dove tace la verità, tace anche la moralità. Infatti, come si fa a non notare che la decisione del Presidente della nostra Regione di «non firmare» - per mio conto, firmerò il referendum di Di Pietro e Parisi contro il lodo Alfano: quello sì mi sembra una cosa seria - trova la sua spiegazione generale in ciò che inconfutabilmente quanto lucidamente ha detto il professore Massimo Cacciari, Sindaco di Venezia. Ma nel caso dell’on. Bassolino c’è da considerare anche e soprattutto una cogente ragione specifica. Com’è noto, Bassolino, diventato troppo potente e famoso negli anni del sindacato di Napoli, è stato utilizzato cinicamente davanti all’Italia e al mondo intiero come capro espiatorio delle scellerate e irresponsabili decisioni e manovre con cui il centrosinistra campano (e non) ha fatto chiudere tutte le discariche regionali, mentre impediva anche la costruzione del termovalorizzatore ad Acerra (dove hanno dato il peggio di sé Bertinotti, Sodano e Pecoraro Scanio, ricevendo man forte da Alemanno, allora ministro delle politiche agricole). Così, è bastato - quanta tristezza nel constatarlo - che il centrodestra, tornato al governo, riaprisse le discariche, incentivasse la raccolta differenziata, accelerasse la costruzione del termovalorizzatore e promuovesse quella di altri tre, che le montagne di rifiuti sparissero dalle strade di Napoli, delle città e dei paesi della Campania. Come, quindi, potrebbe oggi Bassolino firmare un appello a salvare l’Italia dal pericolo di un governo che è in carica da appena tre mesi a fronte del fatto che Berlusconi ha letteralmente salvato la Campania da un’emergenza igienico-sanitaria e da un disastro ambientale? Via, c’è un limite a tutto e un po’ di senso se non della decenza, almeno del ridicolo, non guasta. Neppure posso tacere di fronte all’incredibile spettacolo degli onorevoli Teresa Armato, Maria Fortuna Incostante e Gino Nicolais che s’impancano a «salvatori» della Campania e, perché no, dell’Italia e, direbbe Andrea Geremicca, a «referent» praghesi o sovietici di un processo contro Bassolino. Facendo l’assessore regionale al bilancio, al demanio e ai rapporti con i Paesi del Mediterraneo tra il 2001 e il 2005, ho avuto modo purtroppo di conoscerli. Chiedo: in coscienza, alla luce del loro operato nella gestione della cosa pubblica come assessori, ritengono di essere dotati dei titoli politici minimi per risultare credibili in quel che oggi fanno? Per parte mia, per circa due anni su quattro, vedendoli all’opera (ovviamente, non parlo di nulla di illegale o penalmente rilevante) insieme a qualche loro sodale di Giunta, ho dovuto arrendermi alla constatazione che non esistevano neppure le condizioni per scambiarci un cenno di saluto. Per parte mia ancora, pensavo a moralizzare il demanio, ridotto dai miei predecessori ad un superclientelare self-service. A dare alla Regione la nuova legge di contabilità, a riallineare bilanci consuntivi (fermi al 1996) e preventivi, a risanare le disastrate finanze regionali e a dare alla Regione Campania, caso unico tra le regioni meridionali, due rating A, per farla competere con credibilità e prestigio sui mercati internazionali, onorando i gramsciani “costumi onesti e lieti” o, se si vuole, convinto, con Bertrand Russell, dell’eguale necessità della moralità personale e della moralità civica. D’altronde, è quel che ho continuato a fare come consigliere regionale, impedendo aumenti di stipendio ai consiglieri – che fatica c’è voluta! - e decurtando il mio stipendio, per darne una parte in beneficenza, oltre che a lottare contro la camorra e a fare cose utili per il bene pubblico e la causa dei deboli . A sua volta, nel succitato quadriennio, il Presidente Bassolino, combattuto dagli avversari del Polo e dai nemici del centrosinistra, era costretto a svolgere un ruolo di mediatore in Giunta, piuttosto che a contrastare con fermezza ciò che non andava. Basti, per comprendere e anche per sdrammatizzare, raccontare questo piccolo e insieme significativo episodio. Essendomi macchiato di «colpa grave», quella di aver risposto a un’interrogazione del consigliere di Forza Italia Fulvio Martusciello che le autovetture assegnate agli assessori dovevano essere usate solo per ragioni istituzionali, fui «processato» in modo violento e isterico in una riunione di Giunta -assente Bassolino-, in cui l’Incostante e l’Armato, spalleggiate soprattutto da Nicolais e Di Lello, sembravano menadi invasate o, peggio, Erinni avide di vendetta. Per calmarle, fu necessario che il Presidente Bassolino, un po’ vergognandosi e un po’ rassegnato, firmasse un’aberrante circolare con cui si stabiliva che l’autovettura e l’autista erano a totale disposizione di ogni assessore 24 ore su 24, giacché il loro status era pari a quello di un ministro. Che dire? Speriamo che, se c’è, il buon Dio ci liberi presto da Berlusconi e ci risparmi siffatti «salvatori». E Tu, caro Segretario, così sensibile alla voce della coscienza, che cosa ne pensi? Le Ultime Notizie in Politica |